Il Gonfalone Confederale IL SECONDO DOPOGUERRA (LA CONFEDERAZIONE)

La Confederazione venne formalmente costituita l'8 gennaio 1947 sostituendo il vecchio ordinamento "federativo" che non sembrò allora più adatto a fronteggiare le esigenze ereditate dal secondo conflitto bellico.

Le truppe tedesche al momento della loro ritirata dal suolo italiano avevano depredatomassicciamente la quasi totalità delle sedi delle nostre Misericordie, asportando masserizie, attrezzature sanitarie, autoambulanze, cosicché nel 1945, alla ripresa della vita normale, la generalità delle nostre fraternite si era trovata nella dolorosa situazione di dover ricominciare.
Chiusasi la tragedia bellica la Federazione si pose immediatamente a costituire le premesse della ripresa.
Si organizzarono convegni a Pescia ed a Pisa. A Firenze si tenne un Congresso Nazionale l'8 gennaio 1947 nel quale, approvando il testo del nuovo statuto, furono allargati i compiti dell'ente federativo al quale fu dato un carattere esplicitamente nazionale.
Il Presidente Confederale CremaIn tale Congresso fu eletto presidente nazionale onorario il confratello Angelo Badiani e presidente nazionale effettivo il confratello Roberto Crema

"La guerra del 1940 – 44 strappò ogni legame federativo. Ma nel Settembre del 1946 Pescia, iniziando la ricostruzione della sua Misericordia inaugurò una nuova autoambulanza e chiamò a raccolta le consorelle che accorsero numerose da ogni parte. I fratelli si ritrovarono. Il ritrovarsi dopo tante sciagure, infiammò gli animi di santo entusiasmo. E fu Pisa, questa volta vennero gettate le prime basi per la ripresa dell’attività federativa. Si pensò ad una organizzazione a carattere provinciale. E per ogni Provincia sorse un Ente chiamato “Aggregazione”. Non mancava che un anello congiungente queste “Aggregazioni” per richiamare in vita l’antico organismo. Ed ecco l’8 gennaio 1947 furono convocate a Firenze presso la Misericordia Madre tutte le Confraternite toscane. L’assemblea fu presieduta dal compianto Avv. Angiolo Badiani di Prato. Approvato lo Statuto già predisposta dal Triunvirato; preso atto di quanto era stato fatto a Pisa; si deliberò che le “ Aggregazioni” restassero in vita. E ciò in vista del particolare momento e dei necessari e tempestivi collegamenti e rapporti con le Autorità provinciali. Fu peraltro deciso di dare alle “Aggregazioni” il nome di “Federazione”, e di conseguenza di chiamare “Confederazione” la vecchia “Federazione”, cui le Federazioni provinciali rimanevano logicamente subordinate.Presidente Onorario della Federazione fu acclamato l’Avv. Angiolo Badiani tanto benemerito delle nostre Misericordie. Presidente effettivo il Comm. Roberto Crema." (Giuseppe Rigoli - Cronistoria della Federazione delle Misericordie - "La Fiamma", 27 settembre 1953)

Medaglia commemorativa Congresso della Confederazione 3-5 ottobre 1949Nel 1947 alla Confederazione venne affidato il compito di approfondire i problemi di carattere generale del movimento, rendendosene portatrice ed interprete in ogni sede e particolarmente presso i pubblici poteri: Governo e Parlamento.
La struttura della neonata Confederazione era, per ovvi motivi, estremamente ridotta ed i responsabili, compreso il Presidente, dovettero occuparsi, personalmente ed in spirito di vero servizio, anche delle cose più minute.
Ciò non di meno dalla Sede Confederale di Piazza San Giovanni, che occupava il piano superiore di quella che era stata, secoli addietro, la prima sede della Prima Misericordia (oggi Palazzetto del Bigallo), si cominciarono a tessere nuovamente i rapporti con le Confraternite che, faticosamente, cercavano di risorgere dalle vicissitudini belliche.
 L'entusiasmo e la "percezione fisica" dell'eredità ricevuta, data dal luogo fortemente evocativo che la ospitava, spinse la Confederazione, nonostante la ristrettezza dei mezzi, a moltiplicare i suoi sforzi , dando inizio ad una più larga forma di attività, che non fu limitata, come in passato, al solo coordinamento fra Misericordie, ma assunse, con il tempo, la necessaria e più impegnativa funzione di estendere in tutta Italia il generoso movimento spirituale ed organizzativo.

"Nel clima della restaurata libertà della nostra Patria che permette finalmente ai cittadini di buona volontà di dedicarsi con slancio alle opere di bene, non potevano non intensificare la loro attività le secolari Misericordie, fedeli sempre agli altissimi ed inestinguibili principi cristiani. Si direbbe che vicissitudini del tempo e delle epoche, anziché logorare le gloriose istituzioni, servano a rinvigorirle, quasi a riportarle continuamente a nuova vita e genuina freschezza di sentimenti e di nobili altruismi, mentre si adattano a quanto le circostanze e gli incensanti progressi apportano per una migliore organizzazione, anche dal lato puramente tecnico, degli aiuti e dei soccorsi privati e pubblici." (Roberto Crema - Lettera alle Misericordie del 4 gennaio 1951)

1950 - Medaglia commemorativa del Convegno Provinciale di Firenze tenutosi a SestoDa allora presero avvio una serie di Congressi Nazionali e la Presidenza confederale instaurò un sistema di frequenti visite presso le singole confraternite erogando inoltre aiuti concreti a quelle maggiormente in difficoltà.
In particolare grande fu l'impegno di tutte le Misericordie per ricostruire il parco macchine distrutto dalla guerra.
In quegli anni, difficili ma ricchi di solidarietà e desiderio di libertà, numerose nuove Misericordie nacquero in varie parti d'Italia.
Non poteva mancare, nello sforzo di ricostituire l'organizzazione del movimento, il tentativo di dare nuova vita a quella che era stata la Squadra Federale.

"Orbene, queste forze di soccorso pronte ad accorrere volontariamente per un supremo ideale di carità ovunque si abbatta la sventura, queste forze è giusto richiamarle per dare alla società presente esempio di amore in contrapposto al dominante odio non ancora estinto negli animi dopo le recenti patrie sventure. La Squadra Federale ebbe un regolamento disciplinare ottimo ed elogiato dalle superiori Autorità e ne fu organizzatore colui che ebbe la nomina di Direttore Generale fino dal principio: il Comm. Dott. Alfonso Carlesi, decorato di medaglia al valore militare e di benemerenza della salute Pubblica. A Lui intendo affidare l’incarico della ricostituzione della Benemerita Squadra per riaverla quanto prima nella piena efficienza." (Roberto Crema - Lettera alle Misericordie del 4 gennaio 1951)

Purtroppo, nonostante l'entusiasmo del Presidente Crema e del confratello Carlesi, il tentativo, alla prima prova sul campo, non dette i risultati nella dimensione sperata. Il 13 novembre 1951 il fiume Po ruppe gli argini e dette origine ad uno dei maggiori disastri del dopo guerra inondando il Polesine. La Confederazione organizzò immediatamente una raccolta di aiuti alla quale corrisposero munifiche donazioni da parte di Confraternite e Fratelli. La raccolta, davvero cospicua, mancando al momento alternative, venne inviata alle popolazioni colpite per il tramite della Croce Rossa Italiana. La vicenda aveva dimostrato che per il momento le Misericordie, occupate nella loro ricostituzione interna, non erano in grado di spingersi oltre la raccolta deli aiuti umanitari, sia pure imponente.

"Inaugurazione di una Autoambulanza" - fotografia (1970)La questione viene affrontata nuovamente dal Presidente Crema due anni dopo, in due riprese, in occasione della "Giornata della Misericordia", che viene celebrata in Palazzo Vecchio a Firenze il 26 aprile 1953, ed il 27 settembre 1953 dove il tema è oggetto di discussione in occasione del Raduno Interprovinciale di Carmignano. Lentamente, con il risolversi dei problemi causati dall'evento bellico ancora recente, iniziano a costituirsi presso le Confraternite le "Commissioni Servizi di Emergenza" che cercano di rinnovare localmente le esperienze dei gruppi che formavano la "Squadra Federale", ma manca ancora un organismo nazionale che le coordini in modo specifico.

Nel 1962 il Presidente Nazionale Crema perì in un incidente aereo lasciando un triste vuoto nei suoi collaboratori.

Il Presidente MerliniA lui successe nell'incarico di Presidente il confratello Alfredo Merlini che guidò la Confederazione fino al 1985.

Nel 1963 la Confederazione Nazionale prende atto dell'ampio movimento nel settore della donazione del sangue che, partendo dalle esperienze maturate per prime nelle Misericordie di Empoli e di Rifredi sin dal 1950, richiede una specifica attenzione da parte della organizzazione. Il 19 giugno 1971 nasce a Lucca la Consociazione Nazionale dei Gruppi Donatori di Sangue “Fratres” delle Misericordie d’Italia.

Gli anni che seguono vedono la Confederazione scossa da fortissime tensioni interne a cui si aggiungono quelle fra la stessa Confederazione e lo Stato causate dalla nuova legislazione nazionale.

Il Presidente Merlini, sul fronte interno, si trova così a dover fronteggiare un movimento centrifugo di cui avverte tutta la gravità. 
Con una lettera datata 30 dicembre 1970 la Confraternita della Misericordia di Castelfranco di Sopra annuncia il proprio distacco dalla Confederazione Nazionale adducendo motivi di interesse locale ed invita le altre Confraternite toscane ad indire una assemblea presso la Misericordia di Firenze. 
Merlini non sottovaluta la reale portata dell'iniziativa, a cui aderisce immediatamente la Misericordia di Arezzo, ed invia alle Confraternite un proprio documento con il quale difende la ragione dell'unità del movimento. 
La Misericordia di Livorno si dice contraria ad iniziative che nascano al di fuori degli organi confederali mentre l'8 febbario 1971 il Preposto della Arciconfraternita della Misericordia di Prato arriva a scrivere direttamente al Provveditore della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze "non possiamo esimerci dal considerare che un indebolimento della nostra Confederazione Nazionale rappresenterebbe sicuramente un grave danno per tutti. Per quanto riguarda quindi l'organizzazione della richiesta riunione, ci permettiamo un consiglio fraterno, che forse è superfluo, e cioè che la Misericordia di Firenze non si presti ad una manovra tanto inopportuna ed ad un tentativo così autolesionista." (Silvano Bambagioni - Lettera al Provveditore Mori del 8 febbraio 1971)
La lettera di Bambagioni ottiene come risultato la sospensione della proposta di "auto-convocazione", ma non stempera la tensione che si palesa dalla fitta corrispondenza che intercorre fra il Presidente Merlini ed il Provveditore della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, Mori. 
Proprio quest'ultimo nè da conto con una lettera inviata "a tutti i Governatori delle MIsericordie" in data 29 marzo 1972 allo scopo di " assolvere il dovere di informazione circa lo stato dei rapporti fra la Confederazione e questa Misericordia" (Arnolfo Mori - Lettera ai Governatori di tutte le Misericordie del 29 marzo 1972)
Ciò che è in gioco, come aveva intuito il Presidente Merlini sin dalla prima lettera di recesso del 30 settembre 1970, è la rappresentanza della Confederazione Nazionale a cui si contesta il potere di intervenire, a nome di tutte le Misericordie, nei rapporti con la pubblica amministrazione.
"Ho letto nella circolare n 20/491, con una certa meraviglia, dell'intervento del Presidente Confederale presso gli organi superiori della Regione e non posso fare a meno di disapprovare tale iniziativa. Debbo altresì precisare che, per quanto mi risulta, nessuna Misericordia ha per ora autorizzato la Confederazione a rappresentarla presso la Regione e tanto meno l'Arciconfraternita fiorentina. Concludendo, qualora l'iniziativa in parola venga attuata, sarò costretto a presentare le dimissioni della Misericordia di Firenze dalla Confederazione."(Arnolfo Mori - Lettera al Presidente Merlini del  28 marzo 1972)

Sul fronte esterno il Presidente Merlini deve fronteggiare la sfida non meno temibile rappresentata dalla riforma ospedaliera e dalla nascita delle Unità Sanitarie Locali.
Il Presidente Merlini si muove con decisione su due fronti: da un lato si rende conto che, per evitare la dissoluzione del movimento, è necessario uniformare lo status giuridico delle Confraternite che in quegli anni avevano ancora una estrema varietà che andava dalla "associazione di fatto" alla "I.P.A.B."; dall'altro, pur comprendendo la ineluttabilità delle scelte del Governo, sviluppa una fitta serie di relazioni e di contatti con le altre organizzazioni rappresentative dell'associazionismo cristiano.
Il 13 febbraio 1972 organizza presso la Misericordia di Pistoia un "Convegno Nazionale dei Governatori" con lo scopo di definire una strategia comune in difesa dei sodalizi. A partire da una nuova legislazione specifica per il volontariato.
"Il Presidente Nazionale - in introduzione su tutti gli argomenti sottoindicati - ha innanzi tutto richiamato l'attenzione dei Governatori sulla circostanza che nessuna delle forme di personalità giuridica conseguibile, secondo la legislazione vigente, dalle Misericordie ( e cioè: a) riconoscimento giuridico come ente pubblico secondo la legge 1890; b) riconoscimento giuridico come associazioni del settore dell'assistenza privata secondo l'art. 12 del c.c. e l'art. 38, ultimo capoverso della Carta Costituzionale; c) trasformazione delle nostre Misericordie in enti ecclesiastici governati dal diritto canonico) è in grado di appagare e garantire completamente le particolari esigenze relative alla fisionomia, alla tutela e valorizzazione delle istituzioni del volontariato (e quindi nemmeno delle nostre Misericordie che di tale settore fanno parte). 
Il Presidente Nazionale ha quindi vivamente auspicato che il Parlamento (Camera e Senato) esaminino e approvino con la necessaria urgenza il disegno di legge redatto per iniziativa della nostra Confederazione nei Convegni Nazionali delle Misericordie d'Italia di Roma (1969) e di Livorno (1970) secondo il testo redatto dallo stesso Presidente Nazionale e autorevolissimamente illustrato nei detti Convegni Nazionali dall'On. Roberto Lucifredi e dalla On. Maria Eletta Martini. 
Soltanto la emanazione di tale nuova legge sarà in grado di dare alle libere associazioni del soccorso il loro adeguato riconoscimento giuridico, la loro valorizzazione e la loro tutela. 
Il disegno di legge in parola è stato presentato alla Camera in data 25 maggio 1971 con il 3413 e la Confederazione farà quanto possibile per sollecitare al Parlamento la messa in discussione e la conseguente approvazione. 
Il Convegno approvati i concetti come sopra espressi dal Presidente Nazionale formula un nuovo vivo ringraziamento all'on. Lucifredi, all'on. Maria Eletta Martini e allo stesso Presidente Confederale che en ha redatto il testo e rivolge invito a tutti i parlamentari, ai quali stanno a cuore le sorti delle libere associazioni del volontariato (e particolarmente ai parlamentari di ispirazione cristiana) affinché svolgano il loro più energico e urgente interessamento presso le Presidenze delle due Camere onde il disegno di legge in parola sia rapidamente discusso ed approvato."
(Rigoletto Pugi - Alfredo Merlini - Comunicazione a tutti i Governatori del 14 febbraio 1972)
 
Il Presidente Merlini conosce bene il rischio per le Confraternite rappresentato dalla "statalizzazione" delle loro attività e vi si scaglia contro.
" Il settore della carità cristiana è sottoposto, da qualche anno, ad una vasta offensiva laicizzatrice, accentratrice e stabilizzatrice, secondo un programma di evidente carattere antireligioso: si mira a togliere il volto cristiano alla carità, alle opere e alle istituzioni dei cattolici nella carità. 
Il mondo cattolico purtroppo è rimasto pressoché insensibile di fronte a così grave azione scristianizzatrice, della quale non è ben compresa l'essenziale portata."
(Alfredo Merlini - La Parola - 5 dicembre 1971)
"Il tentativo di ingerenza dello Stato e dei pubblici poteri sopra le libere associazioni caritative del mondo cattolico italiano è stato ripreso e ingigantito soprattutto in questi ultimi anni, perché si è mirato (e si mira) non solo a inquadrare, ma addirittura a trasformare le istituzioni caritative cristiane in enti nuovi e diversi, privi delle loro caratteristiche fisionomie cristiane e tali da operare quali strumenti del pubblico potere (Stato; Regioni; Comuni)."(Alfredo Merlini - La Parola - 5 dicembre 1971)
L'azione promossa dal Presidente Merlini se non riuscì del tutto a bloccare l'iniziativa del Governo, riuscì però nell'intento di dimostrare la necessità di una Confederazione forte e capace di confrontarsi a viso aperto con la politica.

Nel corso di questi anni le Commissioni Servizi di Emergenza e le Confraternite intervengono sul suolo nazionale ovunque vi sia necessità e dolore, ma è il terremoto che colpisce il Friuli il 6 maggio 1976 a proporre, nuovamente, l'esigenza di un coordinamento nazionale sottoposto all'autorità della Confederazione.

Nel 1978 il Gen. Guiducci propone, e la Confederazione approva, un nuovo regolamento per le squadre delle Misericordie da impiegarsi in occasione delle "grandi emergenze" (quelle che oggi chiamiamo emergenze di massa) dando vita alla "Organizzazione Servizi di Emergenza (O.S.E.)" e trasformando le preesistenti "commissoni", dal sapore vagamente amministrativo, in "gruppi" che appaiono, concettualmente, già indirizzati all'azione. 

Il 23 novembre 1980 si verificò un disastroso terremoto nell'Irpinia.
Le Misericordie, avvertite dai mezzi di informazione e dallo spontaneo "passa parola" accorsero immediatamente, ognuna portando quel po' di aiuto che i mezzi e le condizioni le permettevano.
La mobilitazione fu imponente destando ammirazione nelle autorità e meraviglia nelle popolazioni colpite che, incredule, per la prima volta prendevano contatto con il "volontariato" in generale e le Misericordie in particolare.
L'esempio dei Fratelli fu tale che di lì a poco anche nella Campania poté germogliare il seme delle Misericordie.
Quell'esperienza dimostrò che i tempi erano maturi  per riprendere, con rinnovato entusiasmo, la via dell'organizzazione nazionale di una struttura in grado di raccogliere concretamente l'eredità della Squadra Federale degli esordi.

Nel 1982 in Piazza Signoria a Firenze vengono schierati i mezzi della "Colonna delle Misericordie" organizzata dall'O.S.E. che fa sperare nella definitiva ricostituzione dell'erede della gloriosa "Squadra Federale".
Il Presidente Giannelli con il Santo Padre Giovanni Paolo II
Nel 1985 ad Alfredo Merlini successe Francesco Giannelli, confratello e capo di guardia della Misericordia di Firenze. 

Il 14 giugno 1986 circa 10.000 fratelli delle Misericordie italiane vennero ricevuti in udienza dal Santo Padre.
Nell'aula "Paolo VI", gremitissima, Giovanni Paolo II tracciò una svolta nella vita del movimento, indicando con chiarezza la via della carità che le Misericordie dovevano far propria: "ecco la consegna che vi affido... siate i promotori e fautori della civiltà dell'amore, siate testimoni infaticabili della cultura della carità".
Queste parole costituirono per le Misericordie una vera e propria svolta.
L'accorata esortazione del Papa a testimoniare con i servizi di carità l'impegno per la costruzione di un nuovo modello di civiltà basato sulla solidarietà, sulla pace, sulla condivisione, divenne da allora un concreto riferimento per tutto il movimento che si tradusse in una nuova vitalità ed in nuove iniziative.
"La Sala Nervi gremita dai Fratelli  all'udienza dal Santo Padre" - fotografia (1986)
Nel 1989 la Confederazione diede vita alla pubblicazione di una nuova rivista mensile cui fu dato il nome, ricco di significato, di Civiltà dell'Amore.

Nel 1990 il movimento FRATRES assume uno status giuridico autonomo costituendosi in associazione a sé stante, seppure collegata alla Confederazione, con la denominazione di "Consociazione Nazionale Fratres delle Misericordie d'Italia".

Nel 1991, nel tentativo di ridare nuovo vigore alla struttura nazionale di protezione civile viene avviato il progetto U.S.P.I.M. , ideato dal Dr. Carmelo Scarcella, con l'intento di formare una unità operativa confederale, partecipata da singoli confratelli provenienti da varie parti d'Italia, caratterizzata dalla rapidità di intervento e da una altissima specializzazione.
"La rivista della Confederazione"
Nel novembre 1992 le Misericordie si riunirono, per la prima volta nella loro storia, in Convegno Mondiale a Firenze con la partecipazione di oltre 200 delegati provenienti da tutti i continenti in rappresentanza di circa 40 Paesi.
Il frutto più importante del convegno fu l'impegno alla costituzione dell'Unione Europea delle Misericordie che trovò concordi sul progetto i rappresentanti delle Misericordie d'Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Principato di Monaco, Armenia, Bielorussia, Georgia, Lituania, Moldavia, Russia, Ucraina.

Il 14 novembre 1992 il Papa salutando affettuosamente i fratelli della Misericordia ricordò come "Si può ben dire che in tutti i continenti le Misericordie costituiscono un pacifico esercito di promotori e fautori della civiltà dell'Amore, testimoni infaticabili della cultura della carità".
Il Papa confermando l'esortazione a "testimoniare la presenza provvidente di Dio", si congedò lanciando un'ulteriore invito all'impegno di fraternità: "Benedica, la Vergine Santa, - disse Giovanni Paolo II - anche gli sforzi da voi condotti per far sì che attraverso interventi programmati in accordo con Organismi e Misericordie di altre confessioni religiose cresca la reciproca stima tra credenti, così che tra gli uomini di buona volontà si affretti l'avvento dell'autentica civiltà dell'Amore".
Da questa esortazione la Confederazione assunse l'impegno a sviluppare in spirito di carità i contatti, le collaborazioni, i rapporti con i fratelli di diversa fede ed in particolare con i fratelli musulmani presenti in Italia e nei loro paesi d'origine.

"La missione in Bosnia"Questo sforzo portò due importanti frutti: nel gennaio del 1993 le Misericordie insieme ad una organizzazione caritativa di fede islamica (la Human Appeal International) organizzarono due colonne di aiuti per le popolazioni musulmane duramente colpite dalla guerra civile in corso nei territori della ex-Jugoslavia.

Ai primi di luglio del 1994 si tenne a Firenze il 1° Seminario Cristiano-Islamico incentrato sull'analisi di tre aree di crisi: il Sudan in piena guerra civile e prostrato dalla difficile convivenza tra cristiani, musulmani e animisti, l'Irak-Kuwait affrontando in primo luogo il problema di rilascio di 1000 cittadini kuwaitiani allora detenuti nelle carceri irachene, ed infine il Caucaso dilaniato dalla guerra civile. Il convegno terminò con un momento di grande spiritualità che vide riuniti, cattolici, ortodossi, musulmani in un unica preghiera di aiuto e speranza in Dio misericordioso.
"La nuova divisa in dotazione alla Protezione Civile Confederale"
Facendo tesoro dell'esperienza vissuta dalle Confraternite in occasione dell'alluvione che aveva colpito il Piemonte nell'autunno precedente, nel corso della Assemblea di Livorno del 1995 viene costituito l'U.G.E.M. (Ufficio Gestione Emergenze di Massa) a cui, attraverso uno specifico Regolamento, viene affidato il compito di riorganizzare le attività di protezione civile della Confederazione.Ne viene nominato Direttore il Dr. Carmelo Scarcella a cui succede, l'anno successivo il confratello Andrea Cavaciocchi.

La Confederazione, grazie alla nuova struttura, interviene in occasione della Alluvione in Versilia (1996) e nel Terremoto Umbria Marche (1997).

Nel 1997, proseguendo la grande attenzione per la comunicazione inaugurata dalla rivista confederale "Civiltà dell'Amore", la Confederazione mette in linea il suo sito web che viene gestito on proprio con l'ausilio di volontari.
Intanto arriva a compimento l'opera di "unificazione" dell'immagine delle Misericordie, fortemente voluta da Giannelli, con l'adozione della divisa nazionale giallo-ciano.

A Montecatini Terme il 22 marzo 1998 si tiene l'Assemblea Straordinaria che modifica lo Statuto Confederale adattandolo ad una realtà ormai diffusasi su tutto il territorio nazionale. Con l'occasione viene introdotta l'elezione in Assemblea del Presidente Nazionale.
Nell'autunno dello stesso anno l'Assemblea, tenuta ad Assisi, riconferma plebiscitariamente Francesco Giannelli quale Presidente confederale.
Il Consiglio Nazionale che esce dalla Assemblea vede rinnovarsi oltre il cinquanta per cento dei suoi membri, molti dei quali hanno avuto modo di mettersi in luce, presso i Governatori, durante le operazioni di protezione civile degli anni precedenti.
Ciò provoca una serie di vivaci malumori, alimentati da chi crede di scorgervi un "colpo di mano" architettato dall'U.G.E.M..
All'empasse istituzionale, che segue alla polemica, si sommano una serie di pressioni sul Presidente che dopo soli due mesi dalla sua elezione plebiscitaria viene costretto a dimettersi.
il Presidente f.f. Enzo Fani
Gli succede nella normale amministrazione il Vicepresidente Enzo Fani.

Le improvvise dimissioni di Giannelli anziché stemperare le polemiche ne alimentano di nuove.

Nel febbraio 1999 il Direttore dell'U.G.E.M. Andrea Cavaciocchi si dimette e l'incarico viene affidato al Responsabile del Pronto Impiego Enrico Luchi.
Di lì a poco esplode la guerra in Kossowo e la Confederazione, attraverso l'U.G.E.M., è chiamata ad intervenire a sostegno dei profughi impiantando un campo di accoglienza a Rrushbull in Albania ed organizzando numerosi centri di raccolta di aiuti alimentari e materiali in varie zone d'Italia, il più grande dei quali viene installato a Bari.
Il Campo di RrashbullLa partecipazione delle Confraternite è, come sempre, cospicua e generosa, tanto da consentire la pressoché autosufficienza del campo in Albania che arriva ad assistere oltre 5000 profughi al giorno.
Le operazioni in Albania vengono coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile sotto il nome di "Missione Arcobaleno".
La mobilitazione popolare nazionale è così ampia da diventare un fenomeno sul quale politica ed informazione mettono gli occhi.

Nel settembre 1999 il settimanale "Panorama" pubblica una serie di articoli fortemente critici sulla gestione della "Missione Arcobaleno".
Il Dirigente Responsabile per le Misericordie, Andrea Cavaciocchi, in una intervista sul settimanale, prende le distanze dalle inefficienze pubbliche della "Missione" rivendicando al movimento il merito della pressoché autonoma gestione del campo di Rrushbull.
Ciò provoca una violenta reazione da parte del Sottosegretario alla Protezione Civile, prof.Franco Barberi, che, di lì a pochi giorni, nel corso del Convegno dell'U.G.E.M. ad Assisi arriva a chiedere l'assunzione di provvedimenti disciplinari a carico del Dirigente Responsabile Cavaciocchi.
Il fatto crea molta impressione nel movimento che gli esiti delle successive indagini della Magistratura a carico dello stesso Prof. Barberi, del personale del Dipartimento e di funzionari dello Stato non riusciranno del tutto a dissipare.
Il Presidente Gianfranco Gambelli
In un clima fortemente alterato si arriva così alla Assemblea di Pistoia, sul finire del mese di settembre del 1999, dalla quale risulta eletto Presidente Gianfranco Gambelli,Governatore della Misericordia di Castelfiorentino, che si presenta con un programma ambizioso:"Rifondare le Misericordie".
I mesi successivi vedono ricostituirsi gli organi mettendo fine all'empasse istituzionale determinata dalle dimissioni di Giannelli.

Il 2000 è l'anno del Grande Giubileo che vede le Misericordie impegnate su vari fronti. 
Memorabile il raduno delle Misericordie in Piazza San Pietro e l'attività di assistenza ai pellegrini assicurata dalle Confraternite e dall'U.G.E.M. in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Torvergata (Roma).

Un particolare del depliant della SocietàIl 26 giugno 2000 la Confederazione costituisce, come socio unico, una Società a Responsabilità Limitata denominata "Millennium Service" con lo scopo di fornire servizi alle Confraternite: ne diventa Presidente lo stesso Presidente nazionale Gambelli, mentre entrano a far parte del Consiglio di Amministrazione i Consiglieri di Presidenza Alberto Corsinovi ed Emilio Capriolo oltre ai confratelli Riccardo Fantacci ed Enrico Luchi, quest'ultimo con le funzioni di Amministratore Delegato. Fra i primi atti compiuti dalla nuova società vi è quello di rilevare, gestendole in proprio, tutte le iniziative editoriali della Confederazione mettendo fine ufficialmente alla pubblicazione della rivista "Civiltà dell'Amore". 

L'8 gennaio 2001 la gestione del sito web confederale passa dalle mani dei volontari sotto il controllo della Società seguendo la sorte della rivista "Civiltà dell'Amore" che aveva già da tempo sospeso le pubblicazioni. 
In sostituzione viene dato vita alla rivista "Misericordie d'Italia" che la "Millennium Service" distribuisce come allegato ad una pubblicazione di un società editrice privata con la quale ha stretto un accordo commerciale.

Il 26 ottobre 2001, nel corso dell'Assemblea Nazionale che si tiene a Bologna, viene proposta la modifica dello Statuto, ma non vi si procede per mancanza del numero legale. L'Assemblea è comunque l'occasione per vivificare l'entusiasmo delle Confraternite ed il Presidente può dichiarare la sua ampia soddisfazione per i risultati ottenuti dalla "Millennium Service" nel suo primo anno di attività annunciando, al contempo, la creazione di un nuovo network informatico che avrebbe sostituito il vecchio sito internet ormai in disuso da quasi due anni.

Con questi presupposti fiduciosi, il 2002 è l'anno nel quale cominciano a manifestarsi con maggiore incisività le novità annunciate dalla presidenza.
Nel frattempo il Direttore dell'U.G.E.M., confratello Enrico Luchi, nel corso della Conferenza della Protezione Civile che si tiene a Roma, si dimette dall'incarico per l'incompatibilità degli impegni che gli derivano dall'incarico di Amministratore Delegato della società "Millennium Service". Gli succede, nel marzo, il confratello Mario Fredianelli

Il 25 aprile 2002 a Fiuggi l'Assemblea modifica lo Statuto non senza strascichi polemici riguardo alla legittimità dell'atto che non ottiene la maggioranza qualificata prevista dallo Statuto. Alle minacce di ricorso avanzate dal delegato della Misericordia di San Piero a Sieve, Andrea Cavaciocchi, non seguono però atti concreti per evitare uno scandalo mediatico.

Nel giugno 2002 viene inaugurata la nuova sede confederale in Via dello Steccuto a Firenze. L'immobile è di proprietà della "Millennium Service s.r.l.".

Il 26 agosto 2002 il Parlamento approva una nuova legge sulla immigrazione (la c.d. Legge Bossi-Fini) che modifica il regime dei Centri di Permanenza Temporanea (istituiti con la precedente legge del 1998). 
Il Presidente propone la Confederazione nelle gare di appalto per la gestione dei Centri, che viene presentata al movimento come una attività di "servizio e di umanizzazione della permanenza dei pellegrini del terzo millennio"(Gianfranco Gambelli - Relazione alla Assemblea Nazionale di Grosseto 26-27/04/03), iniziando questa attività, con il concorso delle Misericordie locali, nella seconda metà dell'anno.
La scuola crollata a San Giuliano di Puglia
Il 20 settembre 2002 a Bari, nel corso della IV Conferenza della Protezione Civile Confederale, il Direttore dell'U.G.E.M. confratello Mario Fredianelli si dimette dall'incarico dichiarando una divergenza di vedute con il Presidente confederale. Il gesto, compiuto in apertura, giunge inaspettato e di fatto blocca i lavori della Conferenza.

Il 28 ottobre 2002 un forte terremoto sconvolge il Molise. L'U.G.E.M. e le Confraternite intervengono sul luogo dell'epicentro a San Giuliano di Puglia. Le operazioni, in assenza del Direttore, vengono guidate congiuntamente dai confratelli Mario Fredianelli ed Enrico Luchi.

Il 26 aprile 2003 si tiene  a Grosseto l'Assemblea per il rinnovo delle cariche sociali. 
Nel corso del lungo iter procedurale previsto dal nuovo Statuto (approvato a Fiuggi l'anno precedente) emergono preoccupazioni circa l'andamento della società partecipata "Millennium Service s.r.l.". 
Il Presidente tacita le voci dichiarando in Assemblea che "La Società dopo un buon avvio ha incontrato nell’anno 2002 una serie di difficoltà per diverse cause sia di ordine strategico che organizzativo, chiudendo il bilancio in perdita... Anche se non c’è da sottovalutare la situazione ritengo che su questo argomento si è fatto molto rumore alimentando allarmismo. La conduzione amministrativa è stata posta sotto controllo e sussistono buone prospettive per ricondurre l’azienda alla normalità.".(Gianfranco Gambelli - Relazione alla Assemblea di Grosseto- 26/04/03)
L'Assemblea conferma Gianfranco Gambelli nella carica di Presidente confederale.

Nell'ottobre 2003 il Consiglio Nazionale, su proposta del Presidente Gambelli,  intendendo superare i veti incrociati che impediscono la nomina del Direttore dell'U.G.E.M., nomina un triunvirato, composto dai Consiglieri Mario Davini, Federico Bonechi e Barbara Bartolini, con il compito di rilanciare il settore ormai senza guida da due anni. 

Il 29 novembre 2003 il Consiglio Nazionale nomina il Confratello Gabriele Brunini alla Presidenza della Millennium Service s.r.l. con il mandato esplicito di mettere ordine nella società.

Il 20 dicembre 2003 il Consigliere Nazionale Anna Rita Casini invia una lettera al Presidente Gambelli con cui protesta per la conduzione dell'"affaire" Millennium.
"Nella mattinata di sabato 29 novembre siamo stati messi a conoscenza di documenti, fatti e situazioni di rilevanza penale, perseguibile d'ufficio, che potrebbero coinvolgere, in qualità di amministratori della Millennium Service s.r.l., alcuni degli attuali dirigenti della Confederazione. A questi confratelli la Legge, se non altro, imponeva l'obbligo di vigilare ed, eventualmente, limitare od estinguere i poteri da essi attribuiti all'Amministratore Delegato. Abbiamo anche appreso che gran parte di questi documenti, fatti e situazioni sono maturati nel periodo nel quale l'amministrazione della suddetta Millennium, già palesemente in "difficoltà", era sottoposta alla verifica del controllo di gestione da parte dello Studio Moracci il quale rispondeva, in via prioritaria, al Presidente Confederale nella sua qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione di quella società. Mentre non ci è stato spiegato in modo convincente perché, per tutto il corso dell'anno 2002 e fino a conclusione avvenuta della Assemblea Nazionale delle Misericordie a Grosseto, convocata per il rinnovo delle cariche sociali, i confratelli del Consiglio di Amministrazione della Millennium Service s.r.l. non abbiano intrapreso alcuna azione per limitare o cessare nei suoi poteri l'Amministratore Luchi, ci è stata proposta la costituzione di una "delegazione" con il compito di raggiungere, se possibile, un "accordo amichevole" con lo stesso Luchi al fine di recuperare qualcosa degli ingenti capitali finiti nella voragine della Millennium."

Il 6 gennaio 2004 il Presidente della Millennium Brunini diffonde una lettera di precisazione: "Ritengo che l'appassionato intervento di Annarita Casini in Consiglio Nazionale al quale, da Presidente della Millennium ho assistito contenga una affermazione ingiusta quando si sostiene che è stata "proposta una delegazione con il compito di raggiungere, se possibile, un accordo amichevole con lo stesso Luchi al fine di recuperare qualcosa degli ingenti capitali finiti nella voragine di Millennium". Il Consiglio Nazionale Confederale ha infatti demandato al sottoscritto ogni potere in ordine all'azione di tutela degli interessi della Società Millennium, indicando che questa azione "in prima istanza dovrà essere esperita attraverso una possibile composizione transattiva o ricorrendo all'arbitrato", che sono strumenti previsti dal codice, prima di azioni più gravi come quella di responsabilità o di azioni legali, e che non è quindi giusto definire "accordi amichevoli". Lo stesso Consiglio Nazionale ha anche deliberato che "qualora non fosse possibile trovare una composizione stragiudiziale ogni eventuale ulteriore azione sarà demandata al Consiglio Nazionale" stesso."
Lo scambio pubblico della corrispondenza Casini-Brunini, avvenuto sul sito misericordiaonline.net, non consente più di "contenere" il dibattito all'interno degli organi confederali e le notizie si diffondono nel Movimento a macchia d'olio arricchendosi via via di nuovi particolari in un susseguirsi di riunioni ed incontri.

Il 10 marzo 2004 il Consigliere Nazionale Anna Rita Casini, preoccupata dell'atteggiamento dimostrato dal Consiglio Nazionale, annuncia di aver presentato un esposto alla Magistratura.

Si giunge così al Consiglio Nazionale del 20 marzo 2004 che vede all'ordine del giorno l'ennesima discussione sullo stato della Millennium
In una lettera riservata del Presidente della Millennium Brunini al Presidente confederale Gambelli (poi resa pubblica dallo stesso autore) si chiede che il Consiglio Nazionale assuma una iniziativa legale a carico dei precedenti amministratori preannunciando, in caso contrario, le proprie dimissioni.
"Ritengo opportuno chiedere decisioni forti e conseguenti nel Consiglio Nazionale del giorno 20 marzo 2004, mettendo per primo a disposizione il mio incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Millennium, ritenendo anche che, al punto in cui sono arrivate le cose, difficilmente il Consiglio di Amministrazione possa rimanere inerte se il Consiglio Nazionale Confederale, assemblea del socio unico di Millennium, non assume le decisioni necessarie."
Le decisioni assunte dal Consiglio Nazionale lasciano insoddisfatto Brunini che, poco dopo, formalizza le sue dimissioni da Presidente della società. A lui succede nell'incarico il Confratello Roberto Monciatti.

Il 18 giugno 2004 si tiene a Roma l'assemblea annuale della Confederazione ed il tema "Millennium" ne pervade i lavori. Il Presidente Gambelli, nella sua relazione, ne ripercorre la vicenda, ed è costretto ad ammettere i rilevanti danni economici e di immagine che ne sono derivati.

Nel mese di ottobre 2004 viene nominato Direttore dell'U.G.E.M. la Consorella Francesca Rossi.

Mentre la Magistratura sta procedendo nell'inchiesta "Millennium", la Confederazione cerca di superare lo stallo politico organizzando il 26-28 novembre 2004 a Napoli una Conferenza Nazionale dei Servizi dalla quale spera di poter rilanciare il Movimento. 
Dai lavori cominciano ad emergere due temi che impegneranno il dibattito negli anni seguenti: "Impresa sociale e la gratuità del servizio" e "decentramento ed unità del movimento".

Nel gennaio 2005 il Presidente Gambelli in una intervista al giornale "Misericordie" apre alla costituzione di imprese sociali che acquisiscano i servizi che non possono più essere svolti con il solo volontariato. "La soluzione migliore sarebbe un’impresa sociale di emanazione della Misericordia che potesse consentire di avere degli operatori dipendenti a supporto dei volontari. Ciò garantirebbe la continuità del servizio, e la possibilità, sia per i dipendenti che per i volontari, di acquisire una migliore preparazione tecnica. Significherebbe realizzare ciò che oggi facciamo impropriamente con la creazione delle cooperative sociali di supporto, una strada che ci fa perdere di vista la nostra identità. Quella istituzionale."(Gianfranco Gambelli - intervista a "Misericordie d'Italia" gennaio 2005)
L'articolo, prefigurando una organizzazione della Misericordia come "impresa",  nella quale convivono personale dipendente e volontariato, infiamma il dibattito nel Movimento dividendolo in due orientamenti: quello dei "tradizionalisti", che insistono sulla necessità di rilanciare i principi etici della gratuità su cui si fondano le Misericordie per motivare ed attrarre nuovi volontari, e quello dei "modernisti", che insistono per adeguare la presenza delle Misericordie alla mutata organizzazione, anche economica, della società ed alla carenza di volontari. 
Sullo sfondo del dibattito si agita la questione dei servizi resi in convenzione con gli Enti Pubblici. 
Nel novembre 2005 il Consigliere Nazionale Raul Caneschi, Governatore della Misericordia di Rifredi e sostenitore della tesi "tradizionalista", si dimette polemicamente dal Consiglio Nazionale.

Contemporaneamente si comincia a parlare insistentemente di riforma statutaria per la Confederazione il cui studio è stato affidato, già da tempo, ad una apposita Commissione presieduta dal Confratello Giovanni Vannoni.
La polemica esplode violentissima nel marzo 2006 allorquando la Conferenza Toscana vara un documento fortemente limitativo della presenza e delle attività confederali nella regione.
Si giunge così alla Assemblea di Roccadipapa del 5 maggio 2006 dove viene proposto nuovamente il testo di modifica statutaria già illustrato nell'assemblea di Pietrelcina dell'anno precedente.

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