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Cosa fare
durante
TUMULTI e PERICOLO DA FOLLA
Il
pericolo di un tumulto di folla può venirci in un qualsiasi momento: abbiamo
imparato a capire che questo pericolo è difficile da prevedere ed ancor più da
gestire una volta coinvolti.
Difficile, ma non impossibile.
Quale debba essere un comportamento corretto ai fini della nostra sicurezza
dipende, in gran parte, dalla nostra posizione rispetto al luogo in cui il
tumulto è più violento: tanto maggiore è la distanza quanto minori sono i
rischi di un coinvolgimento diretto ed improvviso nei movimenti della
folla.
Se, dunque i tumulti avvengono ad un certa distanza da noi avremo il modo
di identificare con una certa precisione il pericolo che ne può derivare e,
quindi, potremo avere il tempo necessario per metterci in sicurezza.
In particolare:
prima
di tutto cercheremo di individuare la direzione nella quale si
"muove" la folla in tumulto: in alcuni casi si espande in modo
circolare allontanandosi dal luogo in cui si è verificato l'evento che la
ha provocata; in altri la folla procede in una direzione precisa.
Per il momento NON porremo attenzione alla causa che ha provocato
i tumulti, perché questa NON rappresenta il pericolo più immediato!
In
secondo luogo, cercheremo di individuare nelle vicinanze, se non vi siamo
già, un luogo od una struttura in grado di proteggerci.
Le caratteristiche che deve avere per proteggerci in modo adeguato
sono facilmente individuabili se pensiamo alla folla come ad un fluido ed al
tumulto come ad un flusso: devono essere sufficientemente robuste e stabili
da poter resistere alla "ondata" della folla, devono offrire
sufficiente "riparo" e "possibilmente" essere
accessibili soltanto dalla direzione opposta a quella del movimento della
folla.
Con un piccolo sforzo di fantasia è possibile individuarne ovunque: un
solido palo per la illuminazione pubblica, una volta investito dalla folla,
si comporterà come la pigna di un ponte rispetto al fiume in piena così
come un'auto o, meglio, un autobus possono ben rappresentare una
"briglia" in grado di deviarne la corrente.
Inoltre questo luogo o struttura deve trovarsi dalla parte opposta a quella
da cui proviene la folla in modo tale che, avvicinandoci, questa
ultima rimanga sempre alle nostre spalle.
Una
volta in possesso di questi due elementi (direzione della folla e luogo in
grado di proteggerci) ci sposteremo a nostra volta, con calma e passo
spedito, verso il luogo prescelto.
Per individuare il tragitto dovremo tenere conto degli ostacoli che si
frappongono, non ultimo quello rappresentato dalle persone che, a loro
volta, potrebbero incominciare a spostarsi in modo tumultuoso.
Una volta raggiunto la nostra destinazione ci posizioneremo in modo tale da frapporre "l'ostacolo" (il palo, l'auto, ecc.) fra noi e la folla avendo cura di "assicurarci in modo tale da non essere "risucchiati" dal flusso delle persone.
Attenderemo,
poi, con calma, che il flusso della folla ci raggiunga ed infine ci
superi.
Se abbiamo avuto modo di "assicurarci" all'ostacolo faremo in modo
di "assecondare" le eventuali spinte laterali (da quelle frontali
ci sta proteggendo l'ostacolo) ,che ci provengono dal passaggio delle
persone, come se fossimo una "bandiera" agitata dal vento.
In
genere la calca tumultuosa della folla è concentrata sia nel tempo che
nello spazio. Ciò vuol dire che dovremo "resistere" per il tempo
strettamente necessario a farla fluire oltre la nostra posizione.
E' questo il momento nel quale DOBBIAMO CERCARE DI INDIVIDUARE L'ORIGINE
DEL TUMULTO ed identificare la persistenza o meno del
pericolo che lo ha generato approntando, se del caso, le difese necessarie a
fronteggiarlo.
Una
volta che la calca delle persone in tumulto ci abbia superato, ed in
mancanza del sopraggiungere di ulteriori pericoli, possiamo abbandonare il
luogo nel quale ci siamo "difesi".
E' buona norma allontanarci in ogni caso dalla zona perché la tensione
generata dal tumulto, al quale siamo scampati, può scaricarsi, anche a
pericolo superato, in modo violento dando vita a contrasti anche accesi
causati da banalissimi motivi.
Può
avvenire, invece, che i tumulti si accendano a poca distanza dal luogo dove
ci troviamo o che si venga raggiunti dalla calca della folla prima che sia
stato possibile approntare qualsiasi azione di difesa.
In questo caso la cosa da NON farsi assolutamente è quella di tentare di
contrastare il flusso della gente: ancora una volta l'immagine che ci viene in
soccorso è quella del fiume in piena. In particolare:
Veniamo
improvvisamente sospinti dalla calca della folla in movimento.
La spinta sul nostro corpo viene esercitata soprattutto sul tronco (schiena,
costato) e questo può facilmente farci perdere l'equilibrio (le nostre
gambe possono non essere in grado di compensare la spinta) e farci cadere
con conseguenze facilmente immaginabili.
La situazione nella quale ci troviamo è simile a quando facciamo il bagno a
riva con il mare mosso: l'onda si frange sul nostro tronco, mentre i piedi
rimangono saldamente appoggiati a terra, facendoci perdere l'equilibrio e,
quindi, cadere trascinati dalla spinta dell'acqua.
Intuitivamente (tutti i bambini sono esperti in questo!) per mantenere
l'equilibrio al momento dello "schiaffo" dell'onda facciamo un
piccolo salto: in questo modo il nostro corpo, non più vincolato a terra
dai piedi, viene sospinto in modo uniforme ed evitiamo di cadere.
Dobbiamo comportarci nello stesso modo, evitando di contrastare la spinta,
facendoci docilmente "portare" dal flusso.
Il
momento più pericoloso, in una folla in tumulto, è quando i nostri piedi
toccano terra (perchè esercitano comunque un contrasto): faremo in
modo di procedere "a salti" (la nostra attenzione deve essere
posta al movimento verso l'alto, perchè la spinta in avanti viene
determinata dalla folla).
Così facendo avremo, inoltre, buona possibilità di evitare quegli ostacoli
sul terreno nei quali potremmo inciampare (non ultimi quelli rappresentati
da persone cadute).
"Galleggiare"
nella folla (è proprio questo che dobbiamo tentare di fare) può essere un
rimedio temporaneo che però non esclude la necessità di raggiungere un
luogo sicuro. Pur nella immaginabile grande difficoltà dobbiamo quindi
cercare di individuare un luogo verso il quale dirigerci.
Le caratteristiche che deve avere le abbiamo già viste, ma in questo caso
dovremo cercare di individuarlo ad una distanza tale da consentirci di
raggiungerlo evitando il più possibile di contrastare la spinta della
folla: non possiamo muoverci perpendicolarmente ad essa!
Il
nostro procedere "a salti" ("galleggiare" abbiamo detto)
assumerà quindi una direzione diagonale rispetto a quella della folla ( con
un angolo MAI superiore ai 45 gradi!) avendo cura di "far
scivolare la spinta" dal lato opposto a quello verso il quale ci
dirigiamo.
La cosa può sembrare complicata (perfino surreale!), ma è in realtà meno
difficile di quanto sembri considerando che ci stiamo movendo "fra
corpi umani" e che questi, per quanto compressi nella calca, hanno una
conformazione tale che è sempre possibile sfruttarne gli spazi generati
dalle spalle o dalla rotazione del tronco.
In questo moto diagonale rispetto alla folla la pressione che dovremo
esercitare lateralmente non dovrà MAI rappresentare un contrasto
alla spinta della calca ( per questo sono preferibili piccoli angoli!).
Giunti,
"galleggiando", in prossimità della nostra destinazione (un
solido ostacolo al flusso della folla) vedremo che il movimento delle
persone che ci circondano rallenta e che la pressione sul nostro corpo
aumenta (per effetto dell'accalcarsi delle persone intorno
all'ostacolo).
Il rischio in questo momento è rappresentato proprio dalla forte pressione
esercitata sul nostro tronco che viene compresso fra quello delle persone
che ci precedono (ostacolate dalla struttura che è la nostra meta) e quello
delle persone che ci seguono (e che premono per avanzare): dobbiamo
difendere la nostra cassa toracica e la nostra capacità respiratoria!
Per farlo è spesso sufficiente unire strettamente le mani davanti allo
sterno allargando al contempo i gomiti: in questo modo pur continuando,
probabilmente, ad essere compressi sul costato ed alla schiena, creiamo uno
spazio "laterale" che consente un, sia pur doloroso, residuo di
movimento respiratorio al sistema cassa toracica-polmoni.
Inoltre, l'estensione dei gomiti verso l'esterno fa assumere al nostro
tronco una forma "più filante" che agevola il nostro movimento
diagonale nel flusso della folla agendo, ne più ne meno, come un
"timone".
Finalmente
raggiunta la nostra destinazione sarà necessario "sgusciare"
dalla calca verso la "zona d'ombra" immediatamente posteriore
all'ostacolo.
Così come avviene per le pigne di un ponte, la corrente si divide
tumultuosamente davanti, ma nella parte posteriore vi è relativa quiete: è
questo luogo il nostro obbiettivo.
Può apparire paradossale, ma la folla in tumulto, intesa come fluido in
movimento, è particolarmente vischiosa e questo genera spesso, alle spalle
dell'ostacolo, una zona sufficientemente ampia da consentire il riparo ed
una respirazione normale.
Una volta raggiunto il luogo sicuro adotteremo le cautele già ricordate in precedenza.