Cosa fare
prima che si verifichi uno
TSU-NAMI
Informarsi del rischio di tsunami esistente nell'area di residenza - L'essere consapevoli di abitare o di frequentare una area esposta al rischio di tsunami è spesso una condizione sufficiente per limitare i danni o fronteggiare gli effetti al manifestarsi del fenomeno. Tuttavia anche all'interno di una stessa zona (un Comune, un litorale, ecc.) gli effetti dello tsunami possono manifestarsi in modo anche molto diverso da luogo a luogo. Ciò dipende dalla distanza e dalla direzione da cui ha origine, dalla morfologia del territorio, ma anche e soprattutto dal tipo e dalla qualità dei manufatti umani.
Accertarsi su i criteri di costruzione degli immobili e delle infrastrutture - Per questo motivo è opportuno assumere precise informazioni circa la tecnologia costruttiva degli immobili e delle infrastrutture che utilizziamo. Normalmente le costruzioni in cemento armato sui litorali italiani non sono state progettate per resistere a forze "frontali" come quelle esercitate da una onda di tsunami perchè il fenomeno sulle nostre coste è piuttosto raro e di entità limitata. Diverso è invece il discorso in alcune aree dell'Oceano Pacifico dove, ad esempio ad Haiti, esistono precise norme costruttive e dove, con tutta probabilità, tale controllo è stato esercitato dagli organi pubblici; tuttavia non è raro che vengano compiute modifiche od "opere di miglioramento" che, ritenute di scarso rilievo, non vengono adeguatamente denunciate agli organi competenti.
Riflettere sui provvedimenti ed il comportamento che si dovrebbe adottare in caso di tsunami - quanto sopra è certamente indispensabile per prevenire una quantità notevole di danni causati dallo tsunami. Tuttavia tutte queste (ed altre) precauzioni rischiano di diventare inutili se non si ha ben chiaro come comportarsi nella eventualità di essere sorpresi da uno tsunami. Non si tratta soltanto di memorizzare alcune utili norme di comportamento (si vedano le altre schede nella sezione) quanto, piuttosto, di "osservare l'ambiente in cui ci muoviamo riflettendo sul corretto comportamento da adottarsi nella eventualità di uno tsunami". Questo atteggiamento, che potrebbe sembrare eccessivo, in realtà produce due effetti estremamente positivi (ed utili in generale): innanzi tutto abitua a "convivere" con l'idea, inusuale per un europeo, di tsunami la qual cosa contribuisce in maniera determinante ad ostacolare l'insorgenza delle forme di panico che spesso precedono l'evento; inoltre è propedeutico affinché sia possibile reagire in modo automatico e corretto al manifestarsi dell'evento. Per quanto possa sembrare strano questo atteggiamento, una volta interiorizzato, si produce in modo spontaneo in una quantità di situazioni di potenziale pericolo risultando, in definitiva, l'"arma totale" per garantirsi l'autoprotezione.