Cosa fare
prima che si verifichi un
TERREMOTO
Informarsi del rischio sismico esistente nellaarea di residenza - L'essere consapevoli di abitare o di frequentare una area esposta al rischio sismico è spesso una condizione sufficiente per limitare i danni o fronteggiare gli effetti al manifestarsi del fenomeno. Tuttavia anche all'interno di una stessa zona (un Comune, una vallata, ecc.) gli effetti del terremoto possono manifestarsi in modo anche molto diverso da luogo a luogo. Ciò dipende dalla distanza e dalla profondità della sua origine, dalla struttura geologica del territorio, ma anche e soprattutto dal tipo e dalla qualità dei manufatti umani.
Accertarsi su i criteri di costruzione degli immobili e delle infrastrutture - Per questo motivo è opportuno assumere precise informazioni circa la rispondenza alla normativa antisismica degli immobili e delle infrastrutture che utilizziamo. Se tali opere sono di recente costruzione, con tutta probabilità tale controllo è stato esercitato dagli organi pubblici (per primo il Comune) tuttavia non è raro che vengano compiute modifiche od "opere di miglioramento" che, ritenute di scarso rilievo, non vengono adeguatamente denunciate agli organi competenti.
Adeguare le costruzioni alle norme antisismiche o almeno rinforzarle - Le costruzioni precedenti l'entrata in vigore della normativa antisismica normalmente non sono sottoposte all'obbligo di adeguarvisi. Tuttavia questo "beneficio" riconosciuto dalla Legge ai proprietari degli immobili non garantisce affatto (ed ovviamente) che questi siano in grado di sopportare gli effetti di un terremoto. E' buona norma, dunque, alla normativa antisismica anche i fabbricati che la Legge ha escluso dal vincolo.
Individuare le parti più resistenti dei locali che si frequentano - Indipendentemente dalla sua resistenza complessiva, le parti di cui si compone il fabbricato reagiscono in modo diverso all'energia liberata dall'onda sismica. Pilastri, architravi e muri portanti sono in genere le strutture più resistenti.
Individuare le parti più esposte dei locali che si frequentano - La presenza di schianti, distaccamenti o fenditure negli intonaci, nei pavimenti, nei rivestimenti interni, nei camini e nelle canne fumarie non è normalmente sufficiente a pregiudicare la stabilità e la sicurezza del fabbricato, tuttavia evidenzia i luoghi dove potenzialmente la costruzione è più debole. Sotto la sollecitazione del terremoto, una parete interna (non portante) eccessivamente debole può provocare danni anche molto gravi senza che il fabbricato ne risenta nel complesso. Esistono poi parti del fabbricato che, per loro natura, sono oggettivamente più deboli: sono le terrazze, i balconi, le scale, ecc.
Verificare il grado di stabilità di lampadari, mobili, quadri ed, in generale, di tutti gli oggetti pesanti - Gli oggetti (mobili, apparecchiature, ecc.) ospitati nei locali rappresentano spesso un pericolo maggiore dello stesso cedimento della struttura del fabbricato. L'energia liberata dal terremoto rende fortemente instabili ("leggeri") anche oggetti ritenuti in condizioni normali pesantissimi. Le vibrazioni e gli scuotimenti del terremoto alterano in modo profondo le normali condizioni fisiche (la forza di gravità, ecc.) che consentono agli oggetti di rimanere saldamente appoggiati al suolo. E' dunque necessario che i mobili o le apparecchiature, anche pesanti, siano adeguatamente ancorate alle pareti così come è opportuno che letti, poltrone e divani siano posti a distanza da mensole o mobili pensili. Gli oggetti sospesi (lampadari, ecc.) rappresentano in ogni caso un pericolo così come tutti gli oggetti, anche di peso limitato, che siano posti in alto. Volendo esagerare (ma non troppo!) si potrebbe dire che tutti gli oggetti liberi, durante un terremoto, rappresentano un potenziale pericolo.
Distanziare dalle fonti di calore il materiale infiammabile (vernice, alcool) ed esplosivo (bombole a gas, ecc.) - Al passaggio dell'onda sismica la normale stabilità degli oggetti viene compromessa: incominciano a vibrare e gli oggetti liberi possono spostarsi all'interno del locale. Lo spostamento casuale degli oggetti potrebbe esporre a condizioni critiche materiali infiammabili od esplosivi aggravando gli effetti del terremoto. In effetti uno dei maggiori rischi connessi al terremoto è proprio quello di incendi ed esplosioni. E' necessario, dunque, che tutto il materiale infiammabile o potenzialmente esplosivo sia ricoverato all'interno di mobili chiusi o che, comunque, sia fissato stabilmente in modo da evitarne ogni spostamento casuale.
Accertarsi che gli impianti a gas siano conformi alle norme di sicurezza ed installati in luoghi sicuri - Particolari attenzioni devono essere riservate agli impianti del gas che devono essere mantenuti efficienti almeno nei limiti imposti dalla Legge.
Riflettere sui provvedimenti ed il comportamento che si dovrebbe adottare in caso di sisma - quanto sopra è certamente indispensabile per prevenire una quantità notevole di danni causati dal terremoto. Tuttavia tutte queste (ed altre) precauzioni rischiano di diventare inutili se non si ha ben chiaro come comportarsi nella eventualità di un terremoto. Non si tratta soltanto di memorizzare alcune utili norme di comportamento (si vedano le altre schede nella sezione) quanto, piuttosto, di "osservare l'ambiente in cui ci muoviamo riflettendo sul corretto comportamento da adottarsi nella eventualità di un terremoto". Questo atteggiamento, che potrebbe sembrare eccessivo, in realtà produce due effetti estremamente positivi (ed utili in generale): innanzi tutto abitua a "convivere" con l'idea del terremoto la qual cosa contribuisce in maniera determinante ad ostacolare l'insorgenza delle forme di panico che spesso seguono l'evento; inoltre è propedeutico affinché sia possibile reagire in modo automatico e corretto al manifestarsi dell'evento. Per quanto possa sembrare strano questo atteggiamento, una volta interiorizzato, si produce in modo spontaneo in una quantità di situazioni di potenziale pericolo risultando, in definitiva, l'"arma totale" per garantirsi l'autoprotezione.