Prima di tutto non bisogna perdere
la calma: restare calmi ci è necessario per cercare di controllare ciò che sta accadendo
attorno a noi sfruttando contemporaneamente i cinque sensi di cui siamo dotati. In
particolari condizioni (per esempio di notte) dovremo sfruttarne qualcuno più degli altri
(ad esempio l'udito) e questo richiede concentrazione: se abbiamo adottato da tempo
"l'atteggiamento difensivo" ( si veda la scheda dedicata alla prevenzione) ne
saremo fortemente facilitati. Bisogna essere consapevoli che dal nostro atteggiamento non
dipende soltanto la nostra incolumità, ma anche quella altrui ( dei nostri cari, amici,
ecc.): un comportamento calmo e consapevole indurrà anche chi ci circonda a reagire con
maggiore razionalità.
Al manifestarsi della scossa
raggiungere con calma i luoghi del locale precedentemente individuati come più resistenti
e sicuri (muri portanti, sotto le architravi, ecc.) cercando di addossarsi alle pareti,
piuttosto che verso il centro della stanza, mantenendosi a distanza da mensole, lampadari,
quadri, specchi, finestre od oggetti che potrebbero caderci addosso.
Avendone la possibilità
accovacciarsi sotto un tavolo robusto od un letto per ripararsi da eventuali oggetti
in caduta: lo scopo è quello di realizzare una "cellula di sopravvivenza" che
ci protegga in attesa degli eventuali soccorsi.
Ripararsi la testa con cuscini,
indumenti od altro. In mancanza ci si può riparare la testa con le braccia,
mantenendosi in posizione eretta (per evitare che la schiena divenga bersagli di oggetti
in caduta) mettendo le mani sulla nuca ( la punta delle dita deve essere rivolta
verso il basso), tenendo gli avambracci sulla testa e tentando di unire i gomiti
davanti alla fronte.
Durante la scossa non ci si deve
spostare dal locale che ci ospita che, comunque sia, è il luogo più sicuro al momento
disponibile.
Durante la scossa non si deve tentare
di abbandonare la casa perché correremmo il rischio di essere travolti dagli elementi
architettonici del fabbricato che per loro natura sono più deboli (cornicioni,
balconi, comignoli, coperture dei tetti, ecc.)
Durante la scossa non accendere
fiamme libere (accendini, fiammiferi od altro).
Non appena la scossa è terminata
procedete con cautela verso la porta di uscita dal locale cercando di saggiare la
resistenza del solaio con i piedi (lo si fa scaricando progressivamente il peso del corpo
sul piede anteriore cercando di percepire gli eventuali movimenti del solaio): se si hanno
dei dubbi circa la resistenza dell'appoggio, desistere!
Se il terremoto ci ha sorpreso di
notte, oppure se il locale è buio,evitare di accendere fiammiferi od accendini
procedendo lentamente strisciando i piedi e proteggendo il corpo da eventuali oggetti (lo
si fa portando braccia davanti al corpo piegandole una in senso verticale, e
l'altra in senso orizzontale).
Prima di abbandonare i locali, se
esistono sufficienti margini di sicurezza, spegnere gli interruttori elettrici
generali e i rubinetti di acqua e gas.
La porte durante la scossa potrebbero
essere uscite dai gangheri oppure l'architrave potrebbe aver ceduto rendendone
difficoltosa l'apertura: non cercate di strattonare la porta prima di esservi assicurati
della tenuta della muratura soprastante.
Per scendere dai piani superiori non
utilizzare gli ascensori, ma le scale che devono essere percorse con cautela cercando di
scaricare il peso del corpo sul lato della parete d'appoggio.
Non appena all'esterno del fabbricato
allontanatevi almeno ad una distanza pari alla sua altezza, riunendo con voi gli scampati
e stilandone un primo censimento. Raccogliete ed annotate immediatamente le notizie
riguardo alle persone che si sospetta essere intrappolate ed al luogo o parte di
edificio che le ospitava prima della scossa: sono notizie importanti che frequentemente
vengono "dimenticate" in modo spontaneo a causa dei meccanismi di difesa della
psiche.
Se siamo all'aperto in un
centro abitato
Se si è allaperto, restarci.
Allontanarsi dalle costruzioni
ricordando che è necessario procedere ad una distanza di sicurezza minima pari
all'altezza degli edifici.
Evitare gli oggetti che possono
cadere addosso (insegne, intonaci, vetri, cornicioni, muri pericolanti, alberi, cavi
elettrici).
Prestare attenzione agli oggetti
pericolosi che possono trovarsi per terra (fili della corrente elettrica, assi rotte,
vetri, ecc.).
Dirigersi verso uno spazio aperto
(piazze, giardini pubblici, ampi cortili, campo sportivo).
Nella fuga evitare vie strette, dove
le macerie, precipitando dai muri esterni delle case, potrebbero più facilmente mietere
vittime.
Anche le strade che risultano
ingombre da materiali o assembramenti di persone devono essere evitate in quanto di
ostacolo alla fuga.
Non usare l'automobile.
Nell'impossibilità di raggiungere in
breve tempo uno spazio aperto, ripararsi strisciando sotto automezzi parcheggiati (meglio
se autobus, autocarri, ecc.).
Se siamo in zone
extraurbane
La campagna è il luogo più sicuro.
E' però necessario prestare attenzione alle seguenti indicazioni:
Non percorrere sentieri ripidi.
Allontanarsi da argini, dighe, ponti,
spiagge.
Evitare frane (anche
"storiche") e pareti rocciose che potrebbero crollare.
Fare attenzione alle linee
elettriche.
Non avvicinarsi ad animali
visibilmente spaventati.
Se siamo in auto
- Bisogna arrestare il veicolo il più presto possibile e parcheggiare in uno
spazio aperto.
Durante le scosse l'automezzo
sobbalzerà violentemente sulle ruote: nessun timore, l'abitacolo della vettura
costituisce un riparo sicuro. Restare in auto fino a quando le scosse non si esauriscono.
Se siamo a scuola
La scuola dovrebbe essere dotata di un Piano di Evacuazione che stabilisca le norme
di comportamento e guidi periodiche esercitazioni. In ogni caso non si deve gridare né si
deve piangere.
Bisogna invece rifugiarsi subito
sotto il banco e proteggersi la testa con la cartella o lo zaino.
Finestre e vetrate se durante le
lezioni "danno aria" e facilitano lo studio, durante il terremoto si trasformano
in pericolosissime" taglierine": bisogna allontanarsene in fretta.
Non appena terminata la scossa gli
insegnanti devono guidare ordinatamente gli alunni all'esterno dell'edificio in zona
sicura secondo la pianificazione predisposta in proposito: sembra incredibile ma se si
agisce in modo ordinato una scuola può essere evacuata in soli due minuti!
Gli insegnati prima di abbandonare
l'aula raccolgono il registro di classe (serve per il censimento) e si accertano che tutti
gli alunni siano usciti.
Se siamo al posto di
lavoro (cantieri, officine, ecc.)
Arrestare i sistemi automatizzati e
gli utilizzatori interrompendo i flussi d'energia elettrica, gas e liquidi combustibili,
gas compressi.
Negli impianti produttivi arrestare
l'immissione di reagenti nei reattori e chiudere i serbatoi di sostanze infiammabili e
prepararsi alla lotta antincendio qualora il sisma fosse in grado di alterare i mezzi di
contenimento.
Se siamo in luoghi di
pubblico accesso (uffici, cinematografi, teatri, discoteche, ecc.)
In tali ambianti si registra la
presenza per lo più occasionale di un numero spesso elevato di persone e l'affollamento
aggrava le conseguenze dell'evento sismico: infatti ai danni derivanti dal crollo delle
strutture si assommano la scarsa conoscenza dei luoghi da parte del pubblico ed il panico,
cioè una reazione collettiva su base isterica.
Per allontanarsi non bisogna usare
ascensori, non spingere gli altri verso l'uscita né non precipitarsi per le scale.
Se possibile si deve aiutare chi cade
o chi è ferito o è portatore di handicap.
utilizzare le uscite di sicurezza che
dobbiamo aver individuato entrando nel locale.