Come
comportarsi dopo una calamità dovuta a
NEVE - GELO
Quando è superata la
fase di primo impatto, il pericolo non è cessato - Anche se la
tempesta di neve e di gelo è terminata non siamo ancora fuori pericolo: la neve
accumulata dal vento in grandi quantità è potenzialmente pericolosa ed il gelo potrebbe
avere reso inefficienti gli impianti.
L'accumulo di neve sul tetto degli
edifici, specialmente se non progettato allo scopo o con pendenze limitate, può
affaticarne la struttura.
In mancanza di condizioni adatte è
bene astenersi da qualsiasi intervento, tuttavia, potendo, è opportuno cercare di
liberare il tetto dalla eccessiva massa nevosa.
Tale operazione deve essere condotta
esclusivamente con mezzi meccanici (non cercate di sciogliere la neve con getti d'acqua
che gelando aggraverebbero la situazione!) agendo dall'esterno del fabbricato (non
salire direttamente sul tetto!) dopo essersi assicurati con funi ed imbracature. A questo
scopo ( se il tetto non è elevato ed è raggiungibile con la scala) può rivelarsi
utilissimo un rastrello da giardino con il quale tagliare e far scivolare verso il basso
piccole "fette" del manto nevoso.
Altrettanto opportuna, quando
possibile, è la rimozione degli "aghi" e delle "lame" di ghiaccio che
si formano appese agli spioventi dei tetti e delle tettoie che, con il disgelo, potrebbero
cadere sopra a cose e persone sottostanti.
Uno dei pericoli maggiormente
frequenti dopo una gelata od una tempesta di neve è rappresentato dal terreno scivoloso.
Se avete la necessità di aprire un
varco davanti alla porta della vostra abitazione procedete a spalare la neve con ritmi non
esasperati limitando il vostro intervento allo stretto necessario (circa un metro di
larghezza) sufficiente per far passare una persona (od una carrozzella per disabili).
Se il manto nevoso è molto alto
evitate di scavarne le pareti in modo ripido, ma fate in modo da modellarle con una
inclinazione di circa 60°.
La pendenza del passaggio così
creato deve essere rivolta all'esterno in modo da favorire il deflusso dell'acqua di
scioglimento: nella impossibilità lasciare uno scalino di neve pressata in prossimità
della porta d'ingresso (per evitare le infiltrazioni di acqua) che poi potrà essere
coperto con un telo di iuta od altro per non scivolare.
Sul terreno messo a nudo spargete una
miscela di sale (per abbassare il punto di congelamento dell'acqua) e di segatura o sabbia
grossolana (per aumentare la presa della suola delle scarpe).
Il freddo intenso potrebbe aver
danneggiato le tubature dell'acqua e del gas: prima di rimetterle in funzione
controllatene l'integrità ed in caso di danni o malfunzionamenti rivolgetevi ad una ditta
specializzata.
Messa in marcia degli
automezzi - Dopo una gelata od una tempesta di neve gli automezzi rimasti
all'aperto potrebbero subire malfunzionamenti, tanto momentanei quanto pericolosi, che
diventano più frequenti qualora l'automezzo sia rimasto bloccato a motore
caldo. In questi casi il rischio maggiore risiede nella eventualità del bloccaggio dei
servizi (freni, cambio, ingranaggi di direzione, ecc.) che essendo caldi, nel momento in
cui si è fermato l'automezzo, possono aver sciolto la neve creando umidità che con il
raffreddamento successivo alla sosta si è poi trasformata in ghiaccio.
Se il blocco riguarda gli ingranaggi
delle ruote motrici l'inconveniente può essere risolto facilmente innestando da fermo una
marcia media (la II o la III) rilasciando lentamente il pedale della frizione: la forza
così esercitata dal motore dovrebbe essere sufficiente a sbloccare le ruote senza recare
danni alle strutture.
Diverso è il caso del blocco delle
ruote anteriori e/o del sistema direzionale dell'automezzo.In questa eventualità l'auto
non risulta più governabile (aggravando la presumibile difficoltà causata dal fondo
stradale ghiacciato od innevato) e quindi bisogna graduare la spinta data dalle ruote
motrici cercando di far lavorare per attrito l'avantreno del mezzo; lo sforzo sui sistemi
dell'avantreno non deve essere violento (molti materiali alle basse temperature diventano
più fragili) ma costante e prolungato nel tempo provocando per via meccanica un
innalzamento della temperatura del sistema fino al suo sblocco.
Una volta acceso il motore è bene
lasciarlo in moto per qualche tempo in modo da far evaporare l'umidità ed,una volta in
marcia, è necessario procedere a bassa velocità per qualche chilometro in modo da
consentire il ritorno in efficienza complessivo.