Contributi Critici

E' evidente che allo stato attuale della evoluzione della normativa in materia di Protezione Civile non è possibile stabilire un quadro di riferimento, chiaro e coerente, di quali saranno le linee operative della Pubblica Amministrazione sia in fase di prevenzione e pianificazione, sia nella fase di soccorso in emergenza.
La sensazione è che ancora per molto tempo si adotteranno criteri mutuati dalla precedente organizzazione del sistema di protezione civile (centralizzata nel Dipartimento) adattandoli, di volta in volta, con le opportuni mediazioni "politiche" alle diverse realtà territoriali regionali.
Questa procedura (che se si verificherà nei fatti rappresenterà un pericoloso appesantimento operativo), fra l'altro, dovrà scontare il diverso grado di sensibilità al problema e di organizzazione esistente fra le diverse Amministrazioni regionali: è questo un tema che dovrà essere attentamente valutato dalle Organizzazioni Nazionali del Volontariato (quali le Misericordie) che rischiano in tal modo di vedere smembrare le risorse che in passato le hanno rese uno strumento fondamentale di intervento in caso di calamità.

Ad ogni buon conto salta agli occhi che le calamità naturali attese non seguono le logiche della politica che hanno portato alla nuova organizzazione del settore.
Nella carta a fianco, sovrapposte ai confini amministrativi regionali, vengono mostrate le aree a rischio (così come individuate dal D.P.C.): in molti casi, se non in tutti, l'evento atteso interessa amministrazioni regionali diverse ponendo si da ora il problema della pianificazione e della programmazione omogenea per affrontarlo.
La necessità di un coordinamento fra e con gli Enti Regionali è il primo grande problema (in qualche caso "la prima grande emergenza") che è sul tavolo della neo costituita Agenzia Nazionale per la Protezione Civile.


Le aree sono colorate in modo da distinguerle  fra loro

Con la decisione di sopprimere l'Agenzia di Protezione Civile, assunta dal Governo il 7 settembre 2001, mentre rimangono irrisolti i problemi di coordinamento fra le Regioni e quelli legati al pericolo di smembramento organizzativo delle Organizzazioni Nazionali di Volontariato, si viene ad aprire un nuovo fronte rispetto alla "autonomia" di queste ultime. Infatti secondo una linea di tendenza, esposta pubblicamente dall'On.Zamberletti, si andrebbe a porre al vertice della protezione civile un politico anzichè un tecnico rompendo la tradizione emersa negli anni passati.

La barra di  intestazione di questa pagina mostra i links verso i siti promossi dal Dipartimento della Protezione Civile per poterne seguire l'evoluzione.

Misericordie

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