L'organizzazione dello Stato

La difesa e la sicurezza dei cittadini è alla base di ogni società civile.

Tuttavia questo dovere, proprio di ogni Stato,  viene interpretato con diversa sensibilità al mutare dei tempi, dei luoghi e dei regimi politici.
Il concetto di "Protezione Civile" è solo una acquisizione recente degli stati moderni.

Fino a pochi anni fa, mentre erano sconosciute del tutto le attività di previsione e prevenzione, anche il soccorso era affidato alla sola buona volontà dei cittadini e delle associazioni umanitarie.

E' forse per questo motivo che queste associazioni, in particolare le Misericordie, hanno dimostrato, spesso, di essere più pronte ed aggiornate della amministrazione pubblica nell'interpretare le esigenze dei cittadini in questo campo.

Terremoto di Messina (1908)Certamente una delle cause è da ricercarsi nella congenita abitudine degli apparti burocratici dello Stato a cristallizzare le procedure utilizzate in passato.

L'effetto, nel campo della Protezione Civile, della mancanza assoluta di elasticità degli apparti burocratici viene dimostrato, emblematicamente, dai provvedimenti adottati all'indomani del "Terremoto di Messina"(1908):

poiché in quella occasione si trovò ad intervenire per prima la Marina Russa, che casualmente si trovava a transitare in zona, non si trovò niente di meglio che affidare alla Marina nazionale il compito di soccorrere la popolazione in caso di calamità.

Questo episodio, narrato spesso dal Commissario  Zamberletti, non fu sufficiente ad evitare che la riorganizzazione del settore da lui promossa negli anni 80, si basasse nuovamente sull'apparato burocratico dello Stato rappresentato dalla rete prefettizia.

Bisogna attendere la L.N. 225 del 1992 perchè l'articolazione del settore cominciasse a trovare una organica sistemazione: le grandi emergenze degli anni successivi decretarono la validità del quadro di riferimento.

Terremoto dell'Irpinia 1980 Tuttavia le esigenze della politica avrebbero nuovamente modificato il quadro di riferimento con l'adozione del processo di decentramento dello Stato che va sotto il nome di "federalismo" avendo come quadro normativo le cosiddette "Leggi Bassanini".

La protezione civile è entrata così a far parte delle competenze trasferite alle Regioni ed alla struttura centrale di coordinamento, fino ad allora rappresentata dal Dipartimento,è stata sostituita una Agenzia Nazionale priva di articolazione territoriale.

Questo aspetto
, tutt'altro che secondario, diventa "capitale" per il volontariato che della protezione civile rappresenta la componente più significativa.

Infatti le "leggi Bassanini" riconoscono alle Regioni la più ampia autonomia organizzativa in materia consentendo loro, di fatto, di assumere il controllo assoluto sulle attività dei volontari: che questo fosse ormai l'indirizzo prevalente nella pubblica amministrazione era stato preannunciato dalle cosiddette "Linee Guida per le Colonne Regionali" pubblicate dal Dipartimento.

Tuttavia è con l'adozione del DPR 194/2001 che si compie un passo significativo in tal senso laddove si obbligano le singole organizzazioni a comunicare alle amministrazioni pubbliche le "competenze individuali messe a disposizione", facendo venire meno, in tal modo, il filtro organizzativo rappresentato dalle Associazioni di Volontariato.

Ad inattesa conferma
della grave situazione di incertezza che caratterizza il sistema della protezione civile in Italia, il 7 settembre del 2001 con il Decreto Legge 343/2001, a soli due mesi dal suo varo , il Governo ha stabilito lasoppressione della Agenzia ed il ritorno a quanto era recuperabile (a causa del trasferimento di competenze alle Regioni) della precedente organizzazione del Dipartimento.

Nelle prime dichiarazioni alla stampa da parte di esponenti politici della maggioranza ( sulle quali si è poi preferito glissare) si legge che il provvedimento, tra l'altro, è stato motivato dalla volontà di ricondurre l'attività di protezione civile sotto il controllo politico del Governo abbandonando la tradizione degli ultimi anni che la voleva diretta da un tecnico: portavoce autorevole di questa linea l'On. Zamberletti.

Va
infine ricordato che tutta la materia è ancora in rapida evoluzione e che l'applicazione delle norme potrebbe trovare esiti più ragionevoli e rispettosi della autonomia organizzativa ed operativa dei volontari.

La documentazione pubblicata ai fini dell'approfondimento delle tematiche emergenti consiste:

L.N.225/92 "Legge Quadro sulla Protezione Civile" (sezione Normativa/Protezione Civile); 
Statuto della Agenzia Nazionale per la Protezione Civile (sezione Normativa/Protezione Civile)
Soppressione della Agenzia Nazionale per la Protezione Civile (sezione Normativa/Protezione Civile)
Linee Guida per la Costituzione delle Colonne Regionali( sezione Normativa/Protezione Civile);
D.P.R. 194/2001 Disciplina dell'impiego del Volontariato(sezione Normativa/Protezione Civile);

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