Il concetto generale di Emergenza di Massa
La comunità può essere colpita da eventi di carattere eccezionale, che insorgono improvvisamente, producendo un impatto vasto e profondo a livello fisico e sociale configurando ciò che si definisce emergenza di massa.
In relazione alla loro origine gli eventi possono essere così classificati:
- eventi naturali (sismi, eruzioni vulcaniche, fenomeni di bradisismo, eventi meteorologici di particolare violenza),
- eventi naturali, indotti dalla presenza e lo dall'attività dell'uomo (frane, alluvioni, incendi non confinati),
- eventi tecnologici (incendi, esplosioni, diffusione di sostanze tossiche od infiammabili in impianti, depositi e nel trasporto di sostanze chimiche; incidenti in impianti nucleari con rilascio di radioattività; collasso di grandi strutture o reti tecnologiche),
- eventi sociali (trasmigrazione improvvisa di popolazioni).
L'esperienza di molti casi avvenuti permette di individuare due aree di danno, che chiameremo life-line e stress-line.
Definiamo life-line l'insieme di bisogni materiali durante l'emergenza e subito dopo.
Si tratta del soccorso dei feriti, dell'allontanamento dei superstiti, della sepoltura dei morti, dello sgombero de Ile macerie, del reperimento di alimenti, farmaci e vestiario.
Questo avviene nella fase dell'impatto e nei tempi immediatamente successivi.
Segue una fase di ripristino, durante la quale vengono rimessi in funzione i servizi primari, si provvede al recupero parziale delle strutture abitative meno danneggiate: si avvia il ritorno alla normalità.
Nella fase della ricostruzione vengono riattivate le attività sociali ed economiche presenti prima del manifestarsi dell'evento.
Si parla di ricostruzione migliorativa quando il processo diventa occasione per una trasformazione profonda dell'assetto socio-economico della comunità colpita.
Per stress-line intendiamo lo stress psicologico molto elevato che si produce negli individui sconvolti da una calamità dopo la prima fase dei soccorsi.
Nell'individuo causano maggiore apprensione in questo momento: il rischio sperimentato nella fase più acuta del disastro, la gravità dei danni subiti personalmente, il timore che il disastro si possa ripetere...
L'instabilità emotiva dipende, oltre che dal contesto, dall'età e dalle caratteristiche psicologiche della persona.
Per la loro breve esperienza di vita i bambini, di fronte ad un disastro, cadono in stati di ansietà (insonnia, ricerca di protezione, ripiegamento su se stessi).Talvolta può apparire qualche comportamento regressivo.
La popolazione in età lavorativa non vive immediatamente la fase di stress critica, perché si sente direttamente responsabile nel soccorso ed impegnata nell'opera di ripristino.
Solo successivamente, quando saranno soddisfatti i primi bisogni, si potrà verificare il crollo emotivo ed una chiara presa di coscienza di quanto avvenuto.
Gli anziani sono sottoposti ad un doppio trauma in quanto, oltre ad essere più ancorati dei giovani ai luoghi dove sono vissuti, hanno la convinzione di non aver tempo sufficiente per assistere alla completa ristrutturazione del paese (che comunque non sarà più lo stesso di prima!).
Sradicati dalle vecchie abitudini, rimangono cosi isolati e disorientati.
Ovviamente esistono dei fattori che influiscono sulla dimensione dell'Emergenza di Massa: due, fra i più importanti, sono l'intensità della sorgente e la vulnerabilità.
L'intensità della sorgente è data, per esempio, dalla quantità di energia liberata in un'esplosione, dall'ampiezza dell'oscillazione massima del terreno in un sisma, dalla quantità di sostanza tossica liberata da un reattore industriale, ecc..
La vulnerabilità è legata alle caratteristiche del bersaglio: una moderna costruzione antisismica ha una bassa vulnerabilità, un edificio in legno ha un'alta vulnerabilità al fuoco, ecc.. Potrebbe, a ragione, essere considerata vulnerabilità la minore o maggiore preparazione ad affrontare l'evento.
Mentre per gli incidenti individuali e anche per i gravi incidenti localizzati che coinvolgono più persone sono predisposti servizi pubblici e privati di soccorso (Vigili del fuoco, pronto soccorso sanitario, Polizia stradale ... ), le emergenze di massa richiedono, per la loro gravità, estensione e complessità, una molteplicità di interventi, la cui azione coordinata deve essere pianificata in tempi normali.
Al momento della crisi, che può considerarsi aperta all'atto dell'allerta, dell'allarme o dell'impatto, una persona o un comitato ristretto (che indichiamo come management della crisi) deve assumere la direzione delle operazioni di intervento, secondo le norme prefissate in piani preordinati.
Al management della crisi deve essere attribuito un ampio spazio decisionale.
Questi brevi cenni chiariscono che le Emergenze di Massa sono fenomeni complessi che per essere affrontati con successo richiedono personale specializzato.
Troppo spesso, invece, le Emergenze di Massa vengono affrontate con gli strumenti "culturali" ordinari: solerti e capaci funzionari pubblici nel disbrigo quotidiano delle pratiche, vengono improvvisamente caricati della responsabilità di gestire eventi straordinari.
Non può meravigliare, quindi, il ripetersi di comportamenti inefficienti (ma che sarebbero formalmente corretti in condizioni normali) che accrescono il disagio delle popolazioni colpite da calamità.
Né può stupire l'esplodere di tensioni fra le popolazioni colpite e rappresentanti politici.
Tutto questo è un fenomeno ormai tradizionale che si rinnova ad ogni emergenza.
Ma non deve neppure stupire che laddove operano le Misericordie questi fenomeni siano assenti: il loro impegno deriva da una tradizione secolare e si alimenta con una preparazione specifica dei volontari che si si sentono impegnati non per professione, ma per scelta.