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28/06/2008 A volte l'età avanzata non ci fa capire che abbiamo ormai fatto il nostro tempo.
A volte l'età che avanza non ci fa capire che per procedere ha bisogno di alimentarsi alla fonte del tempo passato
16.32
------ Rigoletto, non la riconosci più questa Confederazione eh? Aiutaci a ripulire casa 29/01/2006 spedalieri alessandro saluti
Edoardo Palagi Rigoletto Pugi: la nostra amicizia iniziò negli anni sessanta,un amicizia forte,di rispetto reciproco,di assidua collaborazione. Il confratello Pugi,mai rifiutò un colloquio,mai rifiutò un consiglio.Erano meravigliosi quei tempi,tutti quanti stimavamo la coppia - Pugi, Merlini. Dato che mi è data questa oppurtunità,voglio ricordare anche il confratello Crema Presidente Nazionale,che mio malgrado ne raccolsi i resti al paese di S.Anna di Stazzema. Porterò sempre nel mio cuore questi meravigliosi nomi,quesdti veri confratelli di Misericordia.Non dimenticherò mai di ricordarli nelle mie preghiere. CREMA,MERLINI,PUGI - sarete sempre nei miei pensieri. Maurizio Quando nel 1984 diventai per la prima volta governatore avevo 22 anni, Rigoletto mi chiamava "il bambino".Si sprecava in consigli appassionati su molte questioni, che regolarmente ignoravo. Dopo che puntualmente sbattevo il capo nei duri massi, sapeva come ridarmi l'entusiasmo senza mai profferire il terribile "te l'avevo detto". L'enfasi che dava ai sui discorsi era vera passione e non vuota retorica.Ti ricordo in Sala Paolo VI: commuovesti tutti con le tue parole di esortazione. Sei stato un "nonno" meraviglioso fratello Rigoletto. Che Dio ti accolga e ci riempia di doni e di esempi come sei stato tu. Gianfranco Gambelli - Presidente Confederazione Nazionale Misericordie
d'Italia Molti sono i ricordi che mi legano a Rigoletto Pugi come moltissimi saranno anche per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Francesco Giannelli Ricordo con gioia e tanta commozione il 14 giugno 1986 quando nell'aula Paolo VI il nostro Rigoletto Pugi, chiamato a gran voce dall'Assemblea, con il suo entusiasmo e le sue parole, preparava gli oltre diecimila Confratelli convenuti a questo storico incontro con il Santo Padre. Dott. Roberto Monciatti Carissimi, prego partecipare i miei più fraterni e cristiani sentimenti ai familiari, misericordie e quanti,
come me, hanno avuto il grande dono da Dio di conoscere lavorare e apprezzare le numerose doti di uomo e fratello di misericordia di RIGOLETTO PUGI
lo ricordo con immutata ammirazione e affetto, specialmente alle nuove generazioni. Con il ricordo nella preghiera L'essere galt'uomo è una virtù laica. L'essere "fratello vero" è virtù cristiana. Avere entrambe queste doti e farne dono è una benedizione per il prossimo IL PROVVEDITORE A nome di tutti i Confratelli della Misericordia di Camaiore esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia Pugi per la scomparsa del Confartello Rigoletto.
26/09/2006
18.04
20.41
Trascrivo da "San Sebastiano" del dicembre 2003 un articolo di
Raffaello Torricelli che ho visto solo oggi.
Ai funerali di Rigoletto Pugi alla Madonna della Provvidenza, morto il 28
giugno, pensavo commosso all'immobilità della morte, che male si addiceva al
sempre in movimento Rigoletto, da me conosciuto fino dai primi anni trenta
quando presiedevo la Federazione giovanile di Azione Cattolica fiorentina. Pugi,
vibrante di entusiasmo con tutta la persona, faceva parte del Consiglio
diocesano insieme ad un gruppo di giovani eccezionali per tante virtù, tra i
quali l'attivissimo consigliere Giorgio La Pira.
Dotato di particolari capacità oratorie, Rigoletto veniva sempre richiesto,
anzi preteso, dalle associazioni parrocchiali, dove era un arricchimento
sentirlo parlare.
Il pubblico scattava spesso in applausi, specialmente per i suoi calorosi
riferimenti all'amore per il Papa, il forte e leale Poi XI.
Una volta però che Rigoletto si era dimenticato di andare a tenere una
conferenza ad una parrocchia, io al consiglio della Federazione, facendomi eco
del parroco imbufalito, lo rimproverai duramente e La Pira mi interruppe
dicendo: "Non si parla così ad un Consigliere che dedica tutto il suo
tempo libero a servire l'azione cattolica".
Io incassai il giusto rimprovero mentre vedevo il volto sorpreso e lieto di
Rigoletto.
Negli anni più volte con Rigoletto si tornava scherzosamente su questo episodio
e lui mostrava sempre la sua gioia per essere stato difeso da un santo.
Ho parlato di Rigoletto oratore, ma il suo amore per l'apostolato si manifestava
in azione e sacrificio.
Difatti quando il prof. Ugo Deodori, il patologo della nostra università e
zelante nell'azione cattolica, volle rinvigorire la compagine laica giovanile
della Diocesi di Fiesole, attinse alla nostra Federazione e Rigoletto fu
nominato prima consigliere e poi presidente dei giovani.
Un uomo attivo come Rigoletto, una volta in pensione dalla Esattoria Comunale di
Firenze, trovò un intenso lavoro nella Confederazione delle Misericordie di
Italia come Segretario, per più di venti anni collaboratore amatissimo
dell'avv. Alfredo Merlini, Presidente, e del suo successore Giannelli.
Ho chiesto a Pietro, figlio di Rigoletto, di darmi qualche notizia di questa
attività di suo padre alla Misericordia e riporto qualche tratto del suo
scritto così significativo: "Pugi Rigoletto era divenuto giovanissimo
giornante … ma con l'alluvione del '66 il suo impegno per la Misericordia
diventò giornaliero... Il babbo ed io decidemmo quel 5 novembre del '66 di
andare a vedere cosa era successo, in Piazza S. Marco incontrammo l'avv. Alfredo
Merlini (altra cara persona da non dimenticare), allora presidente della
confederazione Nazionale delle Misericordie di Italia il quale ci salutò
così:Rigoletto sei l'uomo della Provvidenza. Mezza Italia è sott'acqua ,
bisogna far partire i soccorsi ed io sono solo, vieni ed aiutami.
Il Babbo rispose con il suo naturale "eccomi".
Dalla segreteria di Piazza del Duomo, proprio sopra la loggia del Bigallo ed a
lato della più antica fra le Misericordie, al lume di candela e con macchine da
scrivere e ciclostili manuali partirono le prime lettere e le prime
sollecitazioni a soccorrere Firenze ed il Polesine.
La protezione civile moderna era ancora lontana ma le Misericordie erano già
attive anche su questo fronte".
Pietro Pugi continua a raccontare: "Quante domeniche passate in giro
freneticamente con tre o quattro discorsi per poi tornare il lunedì al disbrigo
di una mole di pratiche che andava crescendo con l'ampliarsi del numero delle
Misericordie e con l'aumentare dei fronti. L'impegno quotidiano era sempre
accompagnato dalla preghiera e con questo stato d'animo che lo portava a
riconoscere nel volto del sofferente il volto di Cristo, il Babbo ha accolto i
fratelli della mutatura che lo hanno quotidianamente assistito negli ultimi due
mesi".
Con gli acciacchi dell'età, quasi novantacinquenne, Rigoletto, che in tutta la
vita era stato l'immagine del movimento, dovette rimanere in casa lieto di stare
con la sua famiglia. Alla S.Messa dei funerali fu letto il "simbolo"
della Società Operaia alla quale Rigoletto apparteneva fino da quando la grande
Fede e la passione per l'apostolato di Luigi Gedda, ebbe a crearla negli anni
drammatici della Guerra.
Al funerale ricordavo la difesa di Giorgio La Pira al mio rimprovero oramai
lontanissimo e mai dimenticato e mi commoveva pensare che Rigoletto al suo
arrivo nella pace eterna, non avrebbe avuto bisogno che La Pira ancora una volta
lo difendesse perché il Signore, da lui amato e servito per tutta a vita, gli
aveva già preparata la "corona di giustizia".
spealessandro@yahoo.it
14/11/2005
12.23
24/07/2004
14.49
odoardo.palagi@virgilio.it
03/07/2003
11.18
maurizio.trusendi@tiscalinet.it
02/07/2003
23.45
mail@misericordie.org
01/07/2003
17.20
Ricordi che vengono da lontano che ripercorrono una vita dedicata al servizio, alla Misericordia.
Sicuramente l’impegno da lui profuso, l’entusiasmo che ha trasmesso sono stati sostegno, spinta e guida per la crescita armonica di tutto il nostro movimento.
Tante cose si possono dire sul suo operato, tanti elogi si possono fare, certamente non mancano i ricordi di incontri anche toccanti, di momenti vissuti con intensità alla ricerca di migliorare le attività delle nostre Misericordie.
Quante volte una sua telefonata o un suo scritto mi hanno ridato forza ed anche coraggio per continuare!
Seguire il suo insegnamento ed il suo esempio di vita credo sia il modo migliore per rendergli omaggio e poterlo ricordare a tutti coloro che operano nelle nostre associazioni.
01/07/2003
13.02
Ricordo, dopo l'Udienza e negli anni successivi, l'impegno di Rigoletto perchè la consegna del Papa di "essere promotori e fautori della Civiltà dell'Amore" diventasse una realtà quotidiana nella nostra vita ed in quella delle nostre Confraternite.
Ricordo che oltre dieci anni di lavoro con lui in Confederazione, le sue parole, ma soprattutto il suo esempio, mi hanno fatto capire come deve essere un "Fratello della Misericordia".
Ricordo i suoi brillanti interventi in tante piazze d'Italia ed in tanti convegni: parole che si rispecchiavano nella sua vita quotidiana e non rimanevano solo parole.
Certamente, caro Pugi, per me e per tanti Confratelli tu sei e rimani un esempio storico nella pur storica vita delle Misericordie.
Sono certo che Iddio ti ha reso merito per il tuo impegno quotidiano verso il Prossimo nella tua lunga ed intensa vita.
presidente@misericordiaviareggio.lu.it
01/07/2003
07.56
30/06/2003
18.37
plmatteuccif@virgilio.it
30/06/2003
17.36