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28/06/2008
16.32

A volte l'età avanzata non ci fa capire che abbiamo ormai fatto il nostro tempo. A volte l'età che avanza non ci fa capire che per procedere ha bisogno di alimentarsi alla fonte del tempo passato


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26/09/2006
18.04

Rigoletto, non la riconosci più questa Confederazione eh? Aiutaci a ripulire casa


29/01/2006
20.41
Trascrivo da "San Sebastiano" del dicembre 2003 un articolo di Raffaello Torricelli che ho visto solo oggi.

Ai funerali di Rigoletto Pugi alla Madonna della Provvidenza, morto il 28 giugno, pensavo commosso all'immobilità della morte, che male si addiceva al sempre in movimento Rigoletto, da me conosciuto fino dai primi anni trenta quando presiedevo la Federazione giovanile di Azione Cattolica fiorentina. Pugi, vibrante di entusiasmo con tutta la persona, faceva parte del Consiglio diocesano insieme ad un gruppo di giovani eccezionali per tante virtù, tra i quali l'attivissimo consigliere Giorgio La Pira.
Dotato di particolari capacità oratorie, Rigoletto veniva sempre richiesto, anzi preteso, dalle associazioni parrocchiali, dove era un arricchimento sentirlo parlare. 
Il pubblico scattava spesso in applausi, specialmente per i suoi calorosi riferimenti all'amore per il Papa, il forte e leale Poi XI. 
Una volta però che Rigoletto si era dimenticato di andare a tenere una conferenza ad una parrocchia, io al consiglio della Federazione, facendomi eco del parroco imbufalito, lo rimproverai duramente e La Pira mi interruppe dicendo: "Non si parla così ad un Consigliere che dedica tutto il suo tempo libero a servire l'azione cattolica". 
Io incassai il giusto rimprovero mentre vedevo il volto sorpreso e lieto di Rigoletto. 
Negli anni più volte con Rigoletto si tornava scherzosamente su questo episodio e lui mostrava sempre la sua gioia per essere stato difeso da un santo. 
Ho parlato di Rigoletto oratore, ma il suo amore per l'apostolato si manifestava in azione e sacrificio. 
Difatti quando il prof. Ugo Deodori, il patologo della nostra università e zelante nell'azione cattolica, volle rinvigorire la compagine laica giovanile della Diocesi di Fiesole, attinse alla nostra Federazione e Rigoletto fu nominato prima consigliere e poi presidente dei giovani. 
Un uomo attivo come Rigoletto, una volta in pensione dalla Esattoria Comunale di Firenze, trovò un intenso lavoro nella Confederazione delle Misericordie di Italia come Segretario, per più di venti anni collaboratore amatissimo dell'avv. Alfredo Merlini, Presidente, e del suo successore Giannelli. 
Ho chiesto a Pietro, figlio di Rigoletto, di darmi qualche notizia di questa attività di suo padre alla Misericordia e riporto qualche tratto del suo scritto così significativo: "Pugi Rigoletto era divenuto giovanissimo giornante … ma con l'alluvione del '66 il suo impegno per la Misericordia diventò giornaliero... Il babbo ed io decidemmo quel 5 novembre del '66 di andare a vedere cosa era successo, in Piazza S. Marco incontrammo l'avv. Alfredo Merlini (altra cara persona da non dimenticare), allora presidente della confederazione Nazionale delle Misericordie di Italia il quale ci salutò così:Rigoletto sei l'uomo della Provvidenza. Mezza Italia è sott'acqua , bisogna far partire i soccorsi ed io sono solo, vieni ed aiutami. 
Il Babbo rispose con il suo naturale "eccomi". 
Dalla segreteria di Piazza del Duomo, proprio sopra la loggia del Bigallo ed a lato della più antica fra le Misericordie, al lume di candela e con macchine da scrivere e ciclostili manuali partirono le prime lettere e le prime sollecitazioni a soccorrere Firenze ed il Polesine. 
La protezione civile moderna era ancora lontana ma le Misericordie erano già attive anche su questo fronte". 
Pietro Pugi continua a raccontare: "Quante domeniche passate in giro freneticamente con tre o quattro discorsi per poi tornare il lunedì al disbrigo di una mole di pratiche che andava crescendo con l'ampliarsi del numero delle Misericordie e con l'aumentare dei fronti. L'impegno quotidiano era sempre accompagnato dalla preghiera e con questo stato d'animo che lo portava a riconoscere nel volto del sofferente il volto di Cristo, il Babbo ha accolto i fratelli della mutatura che lo hanno quotidianamente assistito negli ultimi due mesi". 
Con gli acciacchi dell'età, quasi novantacinquenne, Rigoletto, che in tutta la vita era stato l'immagine del movimento, dovette rimanere in casa lieto di stare con la sua famiglia. Alla S.Messa dei funerali fu letto il "simbolo" della Società Operaia alla quale Rigoletto apparteneva fino da quando la grande Fede e la passione per l'apostolato di Luigi Gedda, ebbe a crearla negli anni drammatici della Guerra. 
Al funerale ricordavo la difesa di Giorgio La Pira al mio rimprovero oramai lontanissimo e mai dimenticato e mi commoveva pensare che Rigoletto al suo arrivo nella pace eterna, non avrebbe avuto bisogno che La Pira ancora una volta lo difendesse perché il Signore, da lui amato e servito per tutta a vita, gli aveva già preparata la "corona di giustizia".


spedalieri alessandro
spealessandro@yahoo.it
14/11/2005
12.23




24/07/2004
14.49

saluti


Edoardo Palagi
odoardo.palagi@virgilio.it
03/07/2003
11.18

Rigoletto Pugi: la nostra amicizia iniziò negli anni sessanta,un amicizia forte,di rispetto reciproco,di assidua collaborazione. Il confratello Pugi,mai rifiutò un colloquio,mai rifiutò un consiglio.Erano meravigliosi quei tempi,tutti quanti stimavamo la coppia - Pugi, Merlini. Dato che mi è data questa oppurtunità,voglio ricordare anche il confratello Crema Presidente Nazionale,che mio malgrado ne raccolsi i resti al paese di S.Anna di Stazzema. Porterò sempre nel mio cuore questi meravigliosi nomi,quesdti veri confratelli di Misericordia.Non dimenticherò mai di ricordarli nelle mie preghiere. CREMA,MERLINI,PUGI - sarete sempre nei miei pensieri.


Maurizio
maurizio.trusendi@tiscalinet.it
02/07/2003
23.45

Quando nel 1984 diventai per la prima volta governatore avevo 22 anni, Rigoletto mi chiamava "il bambino".Si sprecava in consigli appassionati su molte questioni, che regolarmente ignoravo. Dopo che puntualmente sbattevo il capo nei duri massi, sapeva come ridarmi l'entusiasmo senza mai profferire il terribile "te l'avevo detto". L'enfasi che dava ai sui discorsi era vera passione e non vuota retorica.Ti ricordo in Sala Paolo VI: commuovesti tutti con le tue parole di esortazione. Sei stato un "nonno" meraviglioso fratello Rigoletto. Che Dio ti accolga e ci riempia di doni e di esempi come sei stato tu.


Gianfranco Gambelli - Presidente Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia
mail@misericordie.org
01/07/2003
17.20

Molti sono i ricordi che mi legano a Rigoletto Pugi come moltissimi saranno anche per tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Ricordi che vengono da lontano che ripercorrono una vita dedicata al servizio, alla Misericordia.
Sicuramente l’impegno da lui profuso, l’entusiasmo che ha trasmesso sono stati sostegno, spinta e guida per la crescita armonica di tutto il nostro movimento.
Tante cose si possono dire sul suo operato, tanti elogi si possono fare, certamente non mancano i ricordi di incontri anche toccanti, di momenti vissuti con intensità alla ricerca di migliorare le attività delle nostre Misericordie.
Quante volte una sua telefonata o un suo scritto mi hanno ridato forza ed anche coraggio per continuare!
Seguire il suo insegnamento ed il suo esempio di vita credo sia il modo migliore per rendergli omaggio e poterlo ricordare a tutti coloro che operano nelle nostre associazioni.


Francesco Giannelli

01/07/2003
13.02

Ricordo con gioia e tanta commozione il 14 giugno 1986 quando nell'aula Paolo VI il nostro Rigoletto Pugi, chiamato a gran voce dall'Assemblea, con il suo entusiasmo e le sue parole, preparava gli oltre diecimila Confratelli convenuti a questo storico incontro con il Santo Padre.
Ricordo, dopo l'Udienza e negli anni successivi, l'impegno di Rigoletto perchè la consegna del Papa di "essere promotori e fautori della Civiltà dell'Amore" diventasse una realtà quotidiana nella nostra vita ed in quella delle nostre Confraternite.
Ricordo che oltre dieci anni di lavoro con lui in Confederazione, le sue parole, ma soprattutto il suo esempio, mi hanno fatto capire come deve essere un "Fratello della Misericordia".
Ricordo i suoi brillanti interventi in tante piazze d'Italia ed in tanti convegni: parole che si rispecchiavano nella sua vita quotidiana e non rimanevano solo parole.
Certamente, caro Pugi, per me e per tanti Confratelli tu sei e rimani un esempio storico nella pur storica vita delle Misericordie.
Sono certo che Iddio ti ha reso merito per il tuo impegno quotidiano verso il Prossimo nella tua lunga ed intensa vita.


Dott. Roberto Monciatti
presidente@misericordiaviareggio.lu.it
01/07/2003
07.56

Carissimi, prego partecipare i miei più fraterni e cristiani sentimenti ai familiari, misericordie e quanti, come me, hanno avuto il grande dono da Dio di conoscere lavorare e apprezzare le numerose doti di uomo e fratello di misericordia di RIGOLETTO PUGI lo ricordo con immutata ammirazione e affetto, specialmente alle nuove generazioni. Con il ricordo nella preghiera




30/06/2003
18.37

L'essere galt'uomo è una virtù laica. L'essere "fratello vero" è virtù cristiana. Avere entrambe queste doti e farne dono è una benedizione per il prossimo


IL PROVVEDITORE
plmatteuccif@virgilio.it
30/06/2003
17.36

A nome di tutti i Confratelli della Misericordia di Camaiore esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia Pugi per la scomparsa del Confartello Rigoletto.


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