Da: espatria
Ho conosciuto diversi convertiti negli ultimi anni,e ognuno di essi aveva dietro di sè traumi emotivi(la scomparsa del caro congiunto o della carissima cugina,o addirittura la visione di una bella ragazza o della Madonna in persona),malattie inguaribili,tragedie di ogni sorta.Quella che chiami fede è per me una debolezza umana,a volte superficialmente culturale,molto spesso profondamente radicata nella psiche.La fede di un convertito è molto diversa dalla fede di un cristiano figlio di cristiani:la famosa "chiamata" per la quale una persona fino ad allora sana di mente comincia a sentire le voci,ha avuto luogo,in ogni singolo caso di cui mi sia giunta voce,soltanto in presenza di forti scompensi emotivi.Può anche darsi,perchè no,che sia davvero la voce dell'Onnipotente:questo cambierebbe,per quanto mi riguarda,soltanto il mio giudizio su Dio.In questo caso Dio esisterebbe,ma sarebbe,a seconda dei casi:un pazzo;un dittatore;un dittatore pazzo.Per il semplice fatto di aver dimenticato che il mondo appartiene a chi lo abita,non a chi presume di averlo creato.Detto ciò,parlando del mio caso in questione,io non vedo nulla di tragico o meraviglioso nel mondo,vedo soltanto fatti che si intrecciano gli uni con gli altri e vedo il mondo come un posto dove stare,niente di più ma anche niente di meno.Senza la tragedia e la meraviglia,vale a dire senza la paura e il piacere,la fede non ha terreno dove attecchire,rimane quello che è sempre stata:una parola che va a nozze con i deboli,con le persone per bene,con i figli educati.Non che io sia Schwarzenegger,ma non mi è mai capitato di pensare che al mondo ci fossero cose felici e cose tragiche:ho sempre pensato che ci fossero cose,e sempre sperato che una volta morti non ci fosse ANCORA un padrone da combattere,ma un bellissimo silenzioso nulla.
Aggiornato il: 02 May 2005